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COSA VEDERE A VENEZIA? ECCO LA NOSTRA GUIDA CON ITINERARI INSOLITI

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La guida completa con i nostri consigli per visitare Venezia e dintorni seguendo itinerari insoliti.

Camminare tra le calli di Venezia è sicuramente un’esperienza da fare almeno una volta nella vita. Ogni angolo non solo riserva una bellezza artistica o architettonica ma racconta una storia e ci fa immergere nel fastoso passato della città lagunare.

In questa guida abbiamo raccolto i nostri consigli per vivere una Venezia autentica e conoscere appieno lo spirito della città. Ecco i luoghi che abbiamo selezionato per te. Pronto a scoprirli con noi?

Oltre alle mete più classiche e conosciute come piazza San Marco con l’omonima Basilica, il Palazzo Ducale, e il Ponte di Rialto, qui di seguito abbiamo elencato alcuni luoghi che ti faranno immergere nella Venezia più autentica, facendoti scoprire altre affascinanti sfaccettature di questa città.

Anche i luoghi più famosi serbano però delle sorprese se visitati con occhio attento.

Infatti, se si osserva la facciata del Palazzo Ducale verso la Piazzetta, spiccano nel biancore della loggia due colonne rosse. Secondo alcune fonti, le due colonne rosse erano il luogo dal quale il Doge assisteva alle esecuzioni capitali, altre invece sostengono che proprio fra queste due colonne avvenissero le esecuzioni. Le cronache del tempo, ad esempio, testimoniano che il giorno 5 marzo 1412 un certo Francesco Baldovino venisse qui impiccato per essere stato ritenuto colpevole di aver tramato contro la Repubblica.

Un’altra curiosità è legata ad una statua che si trova nei pressi del Ponte di Rialto. Nel Campo di San Giacomo di Rialto, di fronte alla chiesa, si trova la statua del Gobbo di Rialto. Raffigura un uomo curvo che regge sulle spalle la scala per raggiungere la “pietra del Bando”: una colonna dalla quale venivano letti a gran voce i bandi, con cui si rendevano pubbliche leggi e sentenze.

Nello stesso momento, per acquisire validità giuridica, i bandi e le leggi dello Stato venivano letti anche dalla pietra del bando, una colonna in porfido collocata in Piazza San Marco. Questi luoghi ci fanno calare nella realtà più cruda del passato della città lagunare, quello della Venezia criminale.

Gobbo di Rialto cosa vedere a venezia

SULLE TRACCE DEI PERSONAGGI VENEZIANI PIÙ FAMOSI

Un modo insolito e divertente per visitare Venezia è sicuramente quella di seguire le tracce tra calli e campielli dei personaggi famosi vissuti nella città lagunare. Tra questi sicuramente da ricordare il più grande viaggiatore di tutti i tempi, Marco Polo, ma anche il dongiovanni più famoso della storia, Casanova, e artisti come Tintoretto.

MARCO POLO E VENEZIA, CITTA’ NATALE DI GRANDI VIAGGIATORI

Addentrandosi per le strette calli del sestiere di Cannaregio, vicino alla chiesa di S. Giovanni Crisostomo, si raggiunge “Corte del Milion” e la casa dove abitò Marco Polo. Oggigiorno l’edificio ospita il Teatro Malibran. Durante il restauro sono stati ritrovati diversi oggetti che appartennero alla famiglia Polo incluso un bicchiere viola raro prodotto a Murano nel 1300 a.C. Un altro luogo che ci riporta ai tempi del grande viaggiatore veneziano è sicuramente il mercato di Rialto, dove un’intera area denominata “Erbarìa” rappresentava il luogo da dove entravano a Venezia erbe, spezie e altri prodotti importati dall’Oriente e dal resto del mondo da Marco Polo e altri commercianti. In passato, infatti, Rialto era un fiorire di botteghe per il commercio e la lavorazione delle materie preziose che giungevano da lontano, dalla laguna e dalla terraferma.

LA VENEZIA LIBERTINA DI GIACOMO CASANOVA

Seguire le tracce di Giacomo Casanova può essere un’ottima idea per ripercorrere i luoghi della perdizione e le usanze del periodo più trasgressivo e vizioso della Serenissima, il Settecento. Quella di Casanova è la Venezia delle case da gioco, dei ridotti, del poeta erotico Giorgio Baffo, del rio delle carampane, delle maschere. Per cominciare suggeriamo una visita alla sua casa natale, in Calle Malipiero, dove nacque il 2 aprile 1725, per proseguire con i luoghi d’infanzia e quelli che furono teatro delle sue avventure come il Ridotto di San Moisè, dove amava sfidare la sorte, Campo San Maurizio, dove abitava il suo grande amico e poeta Giorgio Baffo e i Piombi, le celebri prigioni di Palazzo Ducale, dove Casanova fu imprigionato con l’accusa di magia, libertinaggio, massoneria e vilipendio alle istituzioni. Da non dimenticare “Rio Terà de le carampane”, ovvero quello che era un vero e proprio quartiere a luci rosse. Un modo per conoscere da vicino una Venezia molto intima, tanto frivola e viziosa quanto intrigante, tanto spensierata quanto dedita ai più loschi sotterfugi.

LA VENEZIA DEI GRANDI ARTISTI COME TINTORETTO

Venezia nel corso dei secoli ha ospitato grandi artisti famosi in tutto il mondo e che hanno lasciato migliaia di opere magnifiche a ricordare la loro attività nella città lagunare. Tra i pittori spiccano i nomi di Canaletto, Tiziano, Veronese, Bellini, Tiepolo e Tintoretto. Tintoretto, pseudonimo di Jacopo Robusti, nacque a Venezia probabilmente il 29 aprile del 1519 (sulla data di nascita non tutte le fonti concordano).

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Rappresenta uno dei massimi esponenti della pittura veneta e dell’arte manierista. Il soprannome “Tintoretto” gli derivò dal mestiere paterno, tintore di tessuti di seta. Ancora oggi è possibile visitare i luoghi in cui visse il grande pittore a partire dalla sua casa, nel sestiere di Cannaregio. Sulla facciata dell’edificio si trova un piccolo altorilievo di Ercole con una clava. L’origine di questa raffigurazione sarebbe spiegata in una leggenda che coinvolge la figlia del noto artista, Marietta e una strega. Un altro luogo legato a Tintoretto è campo san Cassiàn, nel sestiere di San Polo, dove avrebbe avuto uno studio.

Infatti, in un documento del 1539 l’artista si firma “mistro Giacomo depentor nel champo di san Cahssan”. Infine, per proseguire questo viaggio nell’arte, suggeriamo di visitare i luoghi in cui ancora oggi possono essere ammirate le sue opere come Palazzo Ducale, la Chiesa della Madonna dell’Orto, le Gallerie dell’Accademia e la Scuola Grande di San Rocco.

Seguire le orme di grandi artisti come Tintoretto che vissero a Venezia può rivelarsi un modo inconsueto ma interessante per visitare la città.

GLI SFARZOSI PALAZZI DI VENEZIA E LE LORO STORIE

Gli sfarzosi palazzi di Venezia, oltre ad essere delle vere e proprie opere d’arte a cielo aperto, spesso, dentro le loro mura custodiscono le storie dei personaggi che li hanno abitati. Per questo motivo andare alla scoperta di questi palazzi potrebbe essere un’esperienza alquanto intrigante. I palazzi degni di nota sono davvero moltissimi, qui di seguito puoi trovare una selezione.

CA’ REZZONICO

Questo palazzo venne costruito per volontà della famiglia Bon, esponente dell’antica nobiltà veneziana. Alla metà del Seicento essi ne affidarono l’esecuzione all’illustre Baldassarre Longhena. L’edificio rimase incompiuto per la morte dell’architetto e per l’incapacità della famiglia di sopportare le ingenti spese del cantiere. Nel 1750 Giambattista Rezzonico, di recente nobiltà acquisita nel 1687 attraverso l’esborso di denaro, comprò l’edificio e ne affidò i lavori di completamento a Giorgio Massari. Oggi questo palazzo ospita il museo del Settecento Veneziano.

PALAZZO CONTARINI E LA SCALA DEL BOVOLO

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Questo palazzo, ubicato nei pressi di Campo Manin, visse le vicende dei svariati proprietari che si susseguirono in cinque secoli di storia. Si tratta di una “casa fontego” di evidente gusto tardo-gotico. Verso la fine del Quattrocento l’edificio venne impreziosito di una bizzarra scala a chiocciola (in veneziano “bovolo”, da qui l’appellativo) per volere di Pietro Contarini, rampollo appartenente alla potente famiglia Contarini del ramo di San Paternian che nel Trecento si era potuta fregiare dell’alto onore di aver dato un doge, Andrea Contarini, alla Serenissima Repubblica.

CA’ DARIO

Questo meraviglioso palazzo del rinascimento, decorato con marmi policromi, si affaccia direttamente sul Canal Grande, nel sestiere di Dorsoduro. Questo edificio però è famoso per una triste leggenda. Si dice infatti che porti sfortuna ai suoi proprietari, tutti morti in circostanze misteriose o di morte violenta.

PALAZZO GRIMANI

Questo elegante palazzo cinquecentesco che si affaccia sul canal Grande, un tempo ospitava sfarzose feste come quella dell’Incoronazione della Dogaressa Morosina Morosini. Una leggenda spiegherebbe la presenza delle grandi arcate con un episodio riguardante un giovane Grimani, che qualcuno identifica con lo stesso Gerolamo. Egli, infatti, avendo l’intenzione di sposare una giovane della famiglia Tiepolo, chiese la sua mano ricevendo dal padre di lei questa risposta: “Non sarà mai dito vero che mi daga la man de mia fia a un desparà che no ga gnanga palazzo in Canal”. Al che il giovane Grimani promise che avrebbe costruito una casa con le finestre più grandi del portone di Ca’ Tiepolo, e così avvenne. Oggi questo edificio è la sede della Corte d’Appello.

CA’ D’ORO

Si tratta di un’antica residenza nobile del XV secolo. Oggigiorno è un museo ma in passato era un’abitazione privata ricca di splendenti decorazioni azzurre, bianche, nere e soprattutto d’oro tanto da essere chiamata Casa d’Oro.

Le origini di questo edificio sono molto curiose. Nel 1412, Marino Contarini, un procuratore della Repubblica, decise di costruirsi la casa più bella di Venezia. Acquistò una porzione di terreno sul Canal Grande e ingaggiò i migliori tagliapietre del tempo. Probabilmente progettò lui stesso il palazzo e il risultato fu eccezionale. Oggi le decorazioni che le diedero il nome non si vedono più ma resta comunque un meraviglioso esempio di gotico fiorito, lo stile più in voga dell’epoca a Venezia. Attualmente la Ca’ d’Oro ospita una preziosa collezione d’arte appartenente al barone Giorgio Franchetti.

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CA’ VENDRAMIN CALERGI

Questo palazzo edificato tra la fine del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento è ora la sede invernale del Casinò Municipale. A questo palazzo è legata la figura del grande compositore tedesco Richard Wagner (1813 – 1883). Qui, infatti, l’artista trascorse gli ultimi mesi della sua vita.

CA’ CORNER DELLA REGINA

Il nome di questo edificio è legato ai suoi proprietari di un tempo, i Cornaro e la regina di Cipro, Caterina, che nacque nel 1454 nel luogo in cui tre secoli dopo sorse il palazzo. Caterina divenne regina di Cipro quando sposò Giacomo III Lusignano, ma alla morte del marito fu costretta a cedere i suoi possedimenti a Venezia mentre in cambio ricevette la signoria di Asolo. Oggi questo palazzo ospita l’Archivio Storico della Biennale.

CA’ FOSCARI

Questo palazzo quattrocentesco attualmente ospita la sede dell’omonima università. È un meraviglioso esempio di architettura dello stile gotico fiorito, impreziosito da logge e archi a punta quadrilobati. In passato è stata abitazione di un’importantissima famiglia veneziana e qui, nel 1574, fu ospitato Enrico III di Francia. La signoria, infatti, chiedeva alle famiglie proprietarie dei palazzi più ricchi e lussuosi di ospitare i personaggi importanti in occasione dei loro soggiorni in città.

I LUOGHI DELLA DEVOZIONE VENEZIANA

A Venezia esistono luoghi in cui spiritualità e arte si incontrano e danno vita a una sintesi che appare quasi miracolosa. E allora perché non andare alla scoperta dei luoghi della devozione veneziana, luoghi in cui la bellezza diventa nutrimento per lo spirito?

BASILICA DI SANTA MARIA GLORIOSA DEI FRARI

La costruzione di questa chiesa iniziò verso il 1340. È in stile gotico, con le finestre che terminano con un arco a sesto acuto, decorato con fiori a quattro petali. Agli inizi del Quattrocento l’edificio fu ricostruito come appare oggi. I “frari”, da cui deriva l’appellativo, erano i frati francescani giunti a Venezia nel 1222, al seguito di San Francesco. Il campanile della chiesa (70 metri) è il più alto di tutta la città lagunare dopo quello di San Marco. All’interno conserva opere di grandi artisti come Tiziano, Giovanni Bellini, Paolo Veneziano, Antonio Canova e molti altri.

BASILICA DI SANTA MARIA DELLA SALUTE

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L’origine di questo edificio religioso è legata all’epidemia di peste che nel 1630 sconvolse la città. Fu così che il doge Nicolò Contarini fece un voto solenne alla Madonna: se la peste fosse stata sconfitta, egli avrebbe fatto costruire una chiesa bellissima a lei dedicata. Poco dopo l’epidemia cessò. Si decise che la chiesa dovesse sorgere in uno dei posti più belli della città, di fronte al bacino di San Marco. Il 1 aprile 1631 il doge pose la prima pietra e l’edificio fu costruito su progetto del grande architetto Baldassare Longhena. Una curiosità: per la costruzione delle fondazioni vennero utilizzati più di un milione di pali!

BASILICA DEI SANTI GIOVANNI E PAOLO

Si tratta dell’edificio religioso più grande della città. La sua origine è legata ad una leggenda. Si dice che un tempo nell’omonimo campo sorgeva solo una piccola chiesa. Una notte di quasi ottocento anni fa, al doge Jacopo Tiepolo apparve in sogno la piccola chiesa circondata da fiori, colombe e angeli, mentre una voce gli diceva che questo era il posto scelto per i predicatori del Signore. Fu così che il doge tra il Duecento e Trecento fece edificare la grande basilica che vediamo oggi.

CHIESA DI SANTA MARIA FORMOSA

Questa chiesa, situata nel sestiere di Castello, si affaccia sul campo omonimo. Anche la sua origine è legata ad una vicenda che secondo la tradizione sarebbe avvenuta nel VII secolo. Si narra che un giorno la Madonna apparve in sogno a San Magno vescovo, ordinandogli di costruire una chiesa nel luogo in cui avesse visto fermarsi una nuvoletta bianca e il vescovo ubbidì. L’aggettivo “formosa” sarebbe rimasto a ricordare l’aspetto di Maria apparsa come una florida signora.

CHIESA DELLA MADONNA DELL’ORTO

Questa chiesa di origine trecentesca in passato era dedicata a san Cristoforo che ancora oggi è raffigurato nella statua che sovrasta il portale d’ingresso. Tutti gli elementi che abbelliscono la facciata in mattoni sono caratteristici dello stile gotico veneziano: i due finestroni laterali con arco a sesto acuto, le doppie file di piccole colonne bianche che le dividono, le decorazioni simili a fiori a tre e quattro petali e il grande rosone che si staglia nella navata centrale. L’edificio religioso conserva l’opera di Tintoretto “Presentazione della Vergine al Tempio” (1551-1556) e altri capolavori di grande pregio.

CHIESA DEL REDENTORE

Questo edificio religioso fu costruito a partire dal 1577 su progetto di Andrea Palladio (1508 – 1580). Il termine “Redentore” è legato ad un episodio avvenuto nel XVI secolo. Nel 1576 la popolazione di Venezia fu decimata da una terribile epidemia di peste e il governo della città decise di fare un voto a Gesù: se l’epidemia fosse cessata, avrebbero edificato una chiesa maestosa, intitolata al Redentore. Fu ciò che avvenne. Si scelse il luogo e l’incarico fu affidato al grande architetto. Per l’occasione si fece una grandissima processione, con il Doge, il Patriarca e tutti i personaggi più importanti e i rappresentanti delle scuole Grandi. Si costruì anche un ponte di barche dalla piazzetta di San Marco alla Giudecca. Ancora oggi la terza domenica di luglio la festa del Redentore.

I PONTI PIU’ PARTICOLARI DI VENEZIA

I ponti costituiscono l’anima di questa città. Pensa che il centro storico comprende 121 isole collegate da 436 ponti! Un modo alternativo per visitare Venezia potrebbe essere proprio quello di scovare i ponti più singolari e scoprire le storie e aneddoti che si celano tra un gradino e l’altro. Qualche idea? Uno dei più famosi è sicuramente il ponte dei Sospiri, il cui nome deriva dai sospiri dei condannati che passavano dalle Prigioni al tribunale o il Ponte dell’Accademia, costruito nel 1854; fino a quel momento, solo il Ponte di Rialto permetteva di attraversare a piedi il Canal Grande.

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Da non perdere il singolare Ponte delle Guglie, l’unico adornato da pinnacoli posti alla base dei corrimani, le guglie da cui prende il nome. Un tempo i ponti erano tutti costruiti in pietra e senza le protezioni laterali. Uno degli ultimi esempi rimasti è costituito dal Ponte Chiodo, senza parapetti, il cui nome deriva della nobile famiglia veneziana che una volta lo possedeva. Da citare anche il Ponte delle Tette, situato vicino ad una delle numerose case di tolleranza presenti in quello che era il quartiere a luci rosse della città. Le prostitute, affacciandosi alle finestre verso il ponte sottostante, erano solite adescare i passanti mostrando loro i seni scoperti.

Altrettanto singolare il Ponte dei Pugni, il cui nome deriva da un’antica tradizione veneziana, la guerra dei pugni. Dal mese di settembre a Natale, gli abitanti appartenenti a due fazioni avverse, i Castellani e i Nicolotti si sfidavano a colpi di pugni sui ponti della città, allora, come abbiamo visto poco fa, quasi tutti sprovvisti di ringhiere ai lati. Una caratteristica accomuna quasi tutti questi ponti: i gradini sono larghi. Il motivo? Perché in passato dovevano attraversarli anche i cavalli!

LE SCUOLE GRANDI E PICCOLE DI DEVOZIONE E DI ARTI E MESTIERI

Un altro itinerario che permette di visitare Venezia in modo insolito è sicuramente quello delle Scuole che rivestirono un importante ruolo nel contesto artistico, religioso e sociale della Serenissima. Le prime si costituirono nel Medioevo, quando particolari Confraternite di devozione, associazioni di città e nazioni, corporazioni di arti e mestieri, iniziarono a riunirsi, sotto la protezione di un Santo, non solo per ragione di culto, ma anche per la difesa di interessi comuni, per la reciproca assistenza e per opere di carità. Si possono dividere in due grandi categorie: Scuole Grandi (di carattere devozionale) e Scuole Piccole (quasi sempre di Arti e Mestieri). Si diffusero dalla seconda metà del XIII secolo fino alla fine del XVI secolo, quando erano presenti sei Scuole Grandi tra le quali San Rocco, Santa Maria del Carmelo e San Teodoro.

ALTRI LUOGHI DA NON PERDERE A VENEZIA

Sono davvero tanti i luoghi a Venezia che meritano una visita. E allora ecco qualche altro spunto interessante.

L’ARCHIVIO DI STATO

Istituito dal Governo austriaco nel 1815, con il nome di Archivio generale veneto, sorge presso l’ex complesso conventuale di Santa Maria Gloriosa dei Frari. Ospita 70 km di scaffali ricchi di documenti che riguardano l’intera storia della Repubblica di Venezia ma anche archivi delle corporazioni religiose e laicali.

L’ARSENALE

Costituì il cuore dell’industria navale veneziana a partire dal XII secolo. Il termine arsenale deriva dall’arabo darsina’a, cioè “casa d’industria”. Secondo la tradizione, fu fondato nel 1104 e fu ampliato nel corso dei secoli fino ad occupare larga parte dell’area nord orientale della città. Sul muro di cinta, a destra del portale, un busto raffigurante Dante Alighieri ricorda la visita del poeta a Venezia avvenuta nel 1321.

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LE GALLERIE DELL’ACCADEMIA

L’Accademia dei pittori e scultori, fondata nel 1750, sorgeva vicino a San Marco ma nel 1807 fu trasferita nel complesso costituito dalla chiesa e scuola Grande di Santa Maria della Carità e dal convento cinquecentesco dei Canonici Lateranesi. Oggi raccoglie la migliore collezione di arte veneziana e veneta, soprattutto legata ai dipinti del periodo che va dal XIV al XVIII secolo. Tra i maggiori artisti rappresentati figurano Tintoretto, Giambattista Pittoni, Tiziano, Canaletto, Giorgione, Giovanni Bellini, Vittore Carpaccio, Cima da Conegliano e Veronese.

IL MULINO STUCKY

L’imponente edificio in mattoni rossi fu proprietà degli Stucky, industriali di origine svizzera. Nel 1885 Giovanni Stucky chiamò un architetto tedesco affinché progettasse un grande complesso industriale sull’isola della Giudecca, dove gli impianti di famiglia occupavano un’area grandissima di quasi 200.000 metri cubi.

LA VENEZIA NATIVA NELLE ISOLE DELLA LAGUNA

Il modo migliore per capire l’essenza di Venezia e vivere appieno la sua quotidianità è quello di visitare le sue isole. Oltre alle più note come Murano, isola del vetro, Burano, patria del merletto, conosciuta per le sue coloratissime abitazioni, e la misteriosa Torcello con la sua antica cattedrale, meritano assolutamente una visita anche le altre isole lagunari, ognuna con le sue peculiarità. Ecco qualche spunto.

SANT’ERASMO

Quest’isola ha sempre avuto una vocazione agricola. Questo è il motivo per cui fin dai tempi della Repubblica di Venezia è chiamata l’“Orto di Venezia”. È famosa per i carciofi violetti di Sant’Erasmo e il miele di barena, entrambi prodotti tutelati da Slow Food. Dal mosaico di orti, frutteti e vigneti si staglia imponente la Torre Massimiliana, una fortezza costruita dagli austriaci tra il 1843 e il 1844.

SAN FRANCESCO DEL DESERTO

Quest’isola è facilmente riconoscibile anche da lontano grazie al suo profilo caratterizzato dalla presenza di numerosi cipressi. Il nome dell’Isola è legato ad una leggenda. Si dice che il santo di Assisi, di ritorno dalla Siria su una nave veneziana, raggiunse quest’isola, vi fondò un convento e piantò un bastone che crebbe fino a diventare il pino che ancora oggi è presente tra le mura dell’edificio religioso.

SAN LAZZARO DEGLI ARMENI

San Lazzaro degli Armeni è una vera e propria oasi orientale all’interno della laguna. L’isola, un tempo adibita a lebbrosario, restò in stato di abbandono per due secoli, fino a quando, nel 1717, il governo veneziano concesse al frate benedettino Manung di Pietro (detto “Mechitar il Consolatore”), scappato dall’Armenia a causa delle persecuzioni turche, la possibilità di fondarvi una comunità monastica.

PELLESTRINA

Una sottile lingua di terra lunga circa 11 km che separa la laguna dal Mare Adriatico.

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L’Isola di Pellestrina conserva uno degli ambienti dunali più integri di tutto l’alto Adriatico con una straordinaria ricchezza faunistica, l’Oasi di Ca’ Roman. Tra gli elementi più caratteristici dell’isola troviamo i Murazzi, imponente diga in pietra d’Istria, costruita dalla Repubblica di Venezia per difendere gli argini della laguna dall’erosione del mare. Andarono a sostituire le precedenti palade, delle palafitte riempite di sassi, la cui durata era assai breve.

COSA FARE A VENEZIA? ECCO LE ESPERIENZE DA NON PERDERE

Abbiamo visto come visitare Venezia seguendo itinerari insoliti ed alternativi. Ma cosa fare per scoprire tutte le sfaccettature della città lagunare? Ecco le esperienze da non perdere per viverla come una persona del posto.

Sicuramente andar per bacari è una delle attività che rientrano nella routine di ogni veneziano. Il bacaro è una tipica osteria veneziana, dove si possono degustare le cosiddette ombre (calici di vino) accompagnate dai cicchetti, ovvero dei golosi stuzzichini che consistono in crostini, mozzarelle in carrozza, polpette e chi più ne ha più ne metta.

Un altro modo per scoprire il lato culinario della città è quello di assaggiare i dolci tipici come Bussolai, frittelle, galani e fugassa, in una delle svariate pasticcerie storiche. La tradizione pasticciera a Venezia affonda le sue radici nel XV secolo quando fu fondata la Scuola degli Scaleteri, una sorta di corporazione delle arti e dei mestieri che riuniva i pasticceri.

Se volete scoprire gli aspetti gastronomici della città e vivere scene di vita quotidiana merita una visita anche la pescheria di Rialto. Una curiosità: durante i tempi della Serenissima, per poter vendere il pesce al mercato di Rialto erano necessari determinati requisiti ovvero essere nativo veneziano, nicolotto o povegiotto, avere oltre 50 anni ed essere stato pescatore per almeno 20 anni.

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Il modo migliore per immergersi nella realtà artigianale e scoprire i mestieri di un tempo è sicuramente quello di visitare le botteghe, da quella del Remèr, l’artigiano che dà forma ai remi e alle forcole delle barche, al mondo della maschera veneziana fino alle vetrerie di Murano. Un’altra esperienza da fare è la visita ad uno squero, un piccolo cantiere navale dove vengono costruite le imbarcazioni a remi in particolare la gondola, ormai divenuta emblema della città.

E ancora perché non cercare un antico volume tra le colonne di libri dell’insolita Libreria Acqua Alta o assistere ad uno dei tanti spettacoli che si tengono negli incantevoli teatri della Fenice o Goldoni.

Un’altra visita alquanto insolita ma molto interessante è quella all’Isola di San Michele, dove si trova il cimitero di Venezia. Per quale motivo? Sono molti i personaggi illustri che qui riposano, tra questi Franz Wickhoff, storico dell’arte morto nel 1909, il pittore Emilio Vedova, l’artista Armando Pizzinato e il poeta russo Josif Brodsky che a Venezia dedicò il libro «Fondamenta degli Incurabili».

Infine, perché non godere dei meravigliosi scorci che la città offre? Ammirare il panorama mozzafiato sul Canal Grande dalla terrazza del Fondaco dei Tedeschi o aspettare il calar del sole dalle Zattere o Punta Dogana potrebbe rivelarsi un’esperienza davvero emozionante.

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TRE LUOGHI PER VIVERE UNA VENEZIA AUTENTICA

I nostri consigli non finiscono qui. Ora ti vogliamo svelare i nostri tre luoghi del cuore di Venezia.

Uno di questi è la pittoresca Isola di Mazzorbo, collegata a Burano tramite il Ponte Longo. E’ caratterizzata dalla presenza di varie aree coltivate: conosciutissime sono le “castraure di Mazzorbo”, cioè il primo frutto della pianta dei carciofi, mentre un’altra importante tradizione dell’isola è quella del vino. Qui infatti all’interno della Tenuta Venissa viene coltivata l’uva Dorona, un’uva autoctona veneziana recuperata dalla famiglia Bisol.

Altro luogo assolutamente da visitare è il ghetto. Qui la presenza ebraica è attestata già prima dell’anno mille tanto che quello di Venezia è il ghetto più antico d’Europa e proprio da qui ha origine la parola, dal termine veneziano “geto”.

Ultimo ma non meno affascinante per la storia e i richiami d’Oriente, il Campo dei Mori e il Palazzo dei Mastelli. La particolarità del campo è legata all’origine del suo nome che deriva dalle tre statue incastonate nelle pareti. Le statue rappresentano tre uomini orientali di pelle scura, i Mori appunto. Essi risultano essere i fratelli Rioba, Sandi e Afani della famiglia Mastelli del Cammello che costruirono l’intera zona. Il loro palazzo, palazzo Mastelli, presenta sulla facciata un rilievo raffigurante un uomo con turbante che tira un cammello, forse realizzato per ricordare le loro origini orientali.

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COSA VEDERE NEI DINTORNI DI VENEZIA? ECCO QUALCHE IDEA PER ESCURSIONI DI UNO O PIU’ GIORNI

Venezia sicuramente è una delle città più incantevoli al mondo. Questo però non significa che i suoi dintorni siano da meno. Qualche esempio? Ecco alcuni luoghi che ti consigliamo di visitare nei dintorni di Venezia.

LA LAGUNA NORD

Restando nel litorale sono molte le possibilità: uno degli angoli più belli della Laguna di Venezia è la zona settentrionale a partire da Lio Piccolo, splendido borgo rurale tra specchi d’acqua, barene e campi coltivati, area di grande interesse naturalistico e culturale. Lo stesso vale per Lio Maggiore e per la zona dei Salsi e le valli da pesca della laguna nord.

LA VITA A LIO PICCOLO E NELLE VALLI DA PESCA

Lio Piccolo, Cavallino-Treporti (VE)

Attività ed esperienze | Tour & Visite guidate

13 €

Attività ed esperienze | Tour & Visite guidate

15 €

Attività ed esperienze | Tour & Visite guidate

10 €

TREVISO CON I SUOI COLLI E BORGHI

La città di Treviso e i colli della Marca offrono scorci straordinari. Tra i percorsi da non perdere l’anello del Prosecco, per scoprire come il lavoro dell’uomo abbia modulato nel corso dei secoli il paesaggio e dato vita ad un’eccellenza enologica, un vino apprezzato in tutto il mondo. E ancora i suggestivi borghi di Refrontolo con il suo Molinetto della Croda, Asolo, Collato o l’incantevole borgo di Cison di Valmarino e i boschi che lo circondano.

LE MERAVIGLIE DELLA NATURA

Sicuramente vale la pena visitare dei veri e propri capolavori della natura come i Brent dell’Art, straordinarie forre scavate dall’instancabile lavorio delle acque del torrente Ardo, i Cadini Del Brenton enormi marmitte collegate tra loro da innumerevoli cascatelle e scivoli d’acqua incastonati nei misteriosi meandri della Valle del Mis e le spettacolari Grotte del Caglieron, un ambiente veramente singolare formato da una serie di grandi marmitte, cascate e antri che si sono formati nei secoli grazie all’opera della natura e dell’uomo.

E tu hai mai visitato uno di questi luoghi? Quale ti incuriosisce di più?

In valigia ricordati sempre di portare la sostenibilità, rispetta l’ambiente e la comunità che ti ospita!

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