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VISITARE BURANO: COSA VEDERE TRA LE COLORATE CASE DELL’ISOLA

Cosa visitare Burano

Visitare Burano: ecco la nostra guida con consigli utili e suggerimenti

LA STORIA DI BURANO

L’isola di Burano è situata a circa otto chilometri da Venezia. Il verde degli orti e le case variopinte la rendono davvero particolare e le conferiscono un aspetto gioioso. È un’isola di pescatori e le numerose barche ancorate ai pontili e sui piccoli canali ne sono l’evidente testimonianza.

L’isola fu probabilmente abitata fin dall’epoca romana e nel V secolo vi si stabilirono i fuggiaschi di Altino, che le diedero nome “Boreana” in ricordo di una delle sei antiche porte della loro città di origine, che era chiamata così perché esposta al vento di bora. Secondo altre fonti, il toponimo potrebbe derivare dal nome di un proprietario terriero, tale Burrius o Borius. È infatti probabile che anticamente, nell’isola, avendo una superficie molto più estesa dell’attuale, si praticasse l’agricoltura oltre alla pesca.

Le prime abitazioni erano costituite da palafitte con le pareti fatte di canne e fango e solo a partire dall’anno Mille furono costruite case in mattoni.

Cosa visitare Burano case colorateBurano è sicuramente nota per le sue tipiche case vivacemente colorate. Ma da cosa trae origine questa usanza? Secondo alcune tesi, ogni colore rappresenterebbe semplicemente il simbolo di una determinata famiglia, visto che anche in epoca moderna a Burano vi sono pochi cognomi. L’ipotesi più accreditata afferma, invece, che in passato erano le donne a dipingerle con questi colori vivaci. In questo modo i mariti, di ritorno dalla pesca, individuavano facilmente la loro casa, specialmente nelle giornate di nebbia.

Burano è costituita da quattro isole collegate tra loro e, analogamente a Venezia, è suddivisa in cinque sestieri, divisi dai canali: San Mauro, Giudecca, San Martino Sinistra, San Martino Destra e Terranova.

Quest’isola fu sempre considerata un centro minore rispetto a Torcello e alla vicina Mazzorbo. Nel XVI secolo, però, con il fiorire dell’industria del merletto, acquistò grande peso nell’economia della Repubblica. Inoltre, grazie alla sua posizione lontana dalle acque stagnanti e riparata dai venti, non fu mai attaccata dalla malaria e dalle malattie legate alle paludi come invece accadde alla vicina Torcello.

IL MERLETTO DI BURANO

Quest’isola è conosciuta in tutto il mondo soprattutto per essere la capitale dell’affascinante e complicata arte del merletto.

La storia del merletto di Burano si perde nella notte dei tempi. Secondo alcune ricerche, la tipica lavorazione della buranella potrebbe trarre origine dalla tradizione degli abitanti che, praticando la pesca, provvedevano alla fabbricazione e alla riparazione delle reti.

Secondo una leggenda popolare, invece, il merletto di Burano trarrebbe le proprie origini da una storia che ha come protagonista Nicolò, un pescatore che pochi giorni prima del matrimonio con la sua Maria, chiese al fratello il permesso di uscire da solo in mare per poter meditare sul passo importante che stava per compiere. Dopo aver gettato le reti, Nicolò era così assorto nei suoi pensieri che quasi da non si accorse che un suono, salendo impercettibile dalle acque, aveva già iniziato a insidiarsi dentro di lui. Era il melodioso canto seducente delle sirene. Il pescatore, però, non cadde in tentazione e avendo resistito al canto delle sirene per non tradire la futura sposa, ricevette dalla Regina dei Flutti una corona di schiuma per ornarle il capo. Nicolò portò alla sua amata quello splendido regalo dal mare che però, essendo molto fragile e delicato, rischiava di rovinarsi col passare del tempo. Così la donna, con le sue piccole dita, prova e riprova, riuscì a riprodurre quel capolavoro con ago e filo: nacque così il merletto buranello, arte antica che in breve si diffuse in tutto il mondo.

Un’altra versione, invece, narra che le amiche di Maria, invidiose e affascinate dalla bellezza del velo, avrebbero cercato di imitarlo, dando inizio ad una scuola di tradizione centenaria.

cosa vedere a Burano merletto
Passando a fonti più certe, le prime testimonianze storiche del commercio di merletti a Burano risalgono alla fine del XV secolo. Tuttavia, la diffusione di questo tipo artigianato si deve alla dogaressa Morosina Morosini, consorte del doge Marino Grimani, che alla fine del XVI secolo creò a Venezia un laboratorio nel quale lavoravano 130 merlettaie.

Un modo per scoprire tutti i segreti di questa antica arte è sicuramente quello di visitare il Museo del Merletto, situato all’interno di un Palazzo Gotico, un tempo sede della Scuola Merletti. Qui, oltre ad essere esposti rari e preziosi esemplari, è possibile vedere all’opera le maestre merlettaie.

COSA VISITARE A BURANO

PIAZZA GALUPPI

Il cuore dell’isola è senza dubbio Piazza Baldassare Galuppi, realizzata interrando un canale, intitolata al noto compositore nato a Burano nel 1706 e che per questa ragione fu detto il Buranello. Qui si affacciano alcuni palazzi gotici risalenti al Trecento, tra i quali il Palazzo del Podestà. Al centro della piazza si trovano un pozzo in pietra d’Istria, risalente al Cinquecento, e la statua di Remigio Barbaro dedicata a Baldassare Galuppi.

CHIESA DI SAN MARTINO VESCOVO E L’ADIACENTE CAPPELLA DI SANTA BARBARA

Su Piazza Galuppi si affaccia anche l’unica chiesa di Burano, quella di San Martino Vescovo, costruita nel Cinquecento. L’edificio religioso conserva al suo interno opere pregevoli tra le quali la Crocefissione del Tiepolo risalente al 1725.

Interessante la leggenda che riguarda la cappella laterale dedicata ai santi martiri Albano, Domenico e Orso, patroni di Burano e festeggiati il 21 giugno di ogni anno. E’ raffigurata anche nel quadro intitolato “Il Miracolo dei Ragazzi che Traggono a Terra il Sarcofago” di Antonio Zanchi datato 1690.

La leggenda narra che un giorno i pescatori dell’isola videro tra le reti una grande cassa di pietra. Cercarono di tirarla su in tutti i modi ma invano. Dei bambini che avevano assistito alla scena decisero di provare a recuperarla e, tra lo stupore generale ci riuscirono! Quando la cassa fu aperta, ci si accorse che conteneva le reliquie di sant’Albano, san Domenico e sant’Orso, che furono portate con una solenne processione in tutta l’isola.

La Chiesa di San Martino Vescovo è conosciuta anche per il suo campanile, caratterizzato da una forte pendenza dovuta al parziale cedimento dei basamenti, fondati, come per la maggior parte degli edifici veneziani, su palafitte. Sembra che già all’epoca della costruzione si siano manifestati i primi cedimenti delle fondazioni con conseguente inclinazione della struttura.

Vicino sorge la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, più nota come Chiesa delle Cappuccine, chiusa al culto nel 1810 e da allora utilizzata nei modi più bizzarri, da squero per il ricovero delle imbarcazioni a laboratorio per la costruzione di carri di carnevale. È stata riaperta al pubblico dopo un lungo restauro.

Cosa visitare Burano Piazza Galuppi
VECCHIA PESCHERIA

Un luogo da non perdere, che conserva il fascino d’altri tempi, è la Pescarìa Vecia, ovvero la Vecchia Pescheria, situata in via Giudecca. Per proseguire questo viaggio alla scoperta dei mestieri del passato suggeriamo di visitare anche l’ex mercato del pesce all’aperto, in via San Martino Sinistro, nel Campo della Pescheria.

CASA DI REMIGIO BARBARO

Remigio Barbaro, conosciuto come lo “scultore eremita” per il suo carattere schivo, è nato a Burano il 21 marzo 1911. L’artista ha vissuto per tutta la sua vita nell’isola e gli ultimi anni li ha passati in compagnia del suo canarino nella sua casa-studio che guarda la laguna. La casa ospita tuttora numerose creazioni dell’artista, opere in terracotta, bronzo ed argilla, disegni, studi e bozzetti preparatori. Un vero e proprio museo.

Prima di morire il desiderio di Remigio era quello di trasformare la sua abitazione in un museo permanente della sua arte. Desiderio, purtroppo, rimasto per il momento inesaudito.

COSA FARE A BURANO

Abbiamo visto cosa visitare a Burano ma ora passiamo alle esperienze da fare per immergersi nell’atmosfera magica di quest’isola.

Essendo Burano la patria del merletto, non si può non visitare il museo che gli è stato dedicato, al cui interno si possono osservare le merlettaie al lavoro, depositarie di un’arte tramandata di generazione in generazione nel corso dei secoli.

Durante un viaggio, anche il gusto vuole la sua parte. Sull’isola sono molte le possibilità per soddisfare il palato, da un semplice aperitivo in uno dei tanti bacari veneziani, ad un gustoso pasto con specialità rigorosamente a base di pesce come il risotto di gò o le sardele in saor. E dulcis in fundo, assolutamente da assaggiare, i bussolài, biscotti tipici dell’isola a forma di ciambella. Con lo stesso impasto dei bussolài si prepara anche l’esse dalla forma di lettera “S”, che corrisponde al percorso del Canal Grande a Venezia.

Ovviamente non si può visitare Burano senza resistere alla tentazione di fotografare tutti i suoi scorci incantevoli. E allora perché non andare a caccia degli angoli più belli dell’isola per immortalarli in uno scatto? Qualche idea? Dalla Pescarìa Vecia si possono ammirare tramonti incantevoli sulla laguna.

Cosa vedere a Burano tramonto laguna
Uno dei luoghi più romantici dell’isola sono i Tre Ponti, situati all’incrocio fra due canali, collegano tre distretti di Burano: San Mauro, San Martino Sinistro e Via Giudecca. Qui si congiungono le vie più colorate dell’isola, dove sorgono le case dei pescatori e vari negozi artigianali.

Altro caratteristico luogo da immortalare è la famosa Casa di Bepi, tipica abitazione dell’isola, quasi sicuramente la più colorata di Burano.

Vale la pena fotografare anche il profilo che si scorge in lontananza dell’Isola di San Francesco del Deserto, avvolta da un’atmosfera silenziosa e mistica.

COSA VISITARE NEI DINTORNI DI BURANO

ISOLA DI MAZZORBO

Se ci si trova a Burano è quasi d’obbligo fare due passi per visitare la vicina Mazzorbo. Questa piccola isola, tralasciata dai flussi turistici, è collegata a Burano attraverso un lungo e caratteristico ponte di legno, chiamato dagli abitanti del posto “Ponte Longo”.

All’epoca del suo maggior splendore, a Mazzorbo si trovavano ben cinque parrocchie e altrettanti monasteri, principalmente a servizio dei nobili veneziani. Tra questi edifici religiosi, è ancora oggi visibile e visitabile la bellissima Chiesa di Santa Caterina.

Da visitare anche il parco ospitato all’interno della Tenuta Venissa (ex Scarpa Volo) con la sua vigna murata da cui spicca il campanile del XV secolo della Chiesa di Sant’Angelo, demolita nell’Ottocento. All’interno della Tenuta viene coltivata l’uva Dorona, una varietà autoctona della Laguna di Venezia.

Cosa visitare nei dintorni di Burano Mazzorbo
LIO PICCOLO E LIO MAGGIORE

Per immergersi in un vero e proprio spaccato della vita in laguna e godere della bellezza dei suoi orizzonti infiniti suggeriamo una visita al pittoresco borgo rurale di Lio Piccolo e la suggestiva località di Lio Maggiore. Tra canali, specchi d’acqua, barene e campi coltivati, si snodano vari sentieri che consentono di scoprire questa realtà fatta di valli da pesca e agricoltura. Il tutto a pochi passi dalle spiagge di Cavallino Treporti e Jesolo.

Se vuoi saperne di più leggi i nostri articoli:
Cosa fare e vedere a Cavallino Treporti? Ecco la nostra guida>>
Cosa fare e vedere a Jesolo ed Eraclea? Ecco la nostra guida>

LA VITA A LIO PICCOLO E NELLE VALLI DA PESCA

Lio Piccolo, Cavallino-Treporti (VE)

Attività ed esperienze | Tour & Visite guidate

13 €

Attività ed esperienze | Tour & Visite guidate

15 €

COME RAGGIUNGERE BURANO

Burano è collegata a Venezia tramite i traghetti del servizio pubblico ACTV. Per consultare le linee e gli orari visitare il sito di ACTV cliccando qui>> 

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