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VISITARE MURANO: ECCO COSA VEDERE NELL’ISOLA DEL VETRO

Visitare Murano

Visitare Murano: la nostra guida con consigli utili e suggerimenti

LA STORIA DI MURANO

Murano è l’isola più estesa della laguna di Venezia. L’origine del nome è da attribuire ai profughi di Altino che nel V secolo si rifugiarono sull’isola per sfuggire all’invasione degli Unni. Una delle porte della loro città d’origine si chiamava, infatti, “Morianos” o “Ammurianum”.

Con il trascorrere del tempo Murano divenne un importante scalo per i traffici nel Mar Adriatico e un attivo centro commerciale, c’erano mulini, saline e si praticava la caccia e la pesca. L’isola godette sempre di ottimi rapporti con Venezia che le concesse, fino alla caduta della Repubblica, una certa autonomia nell’amministrazione e la facoltà di coniare le proprie monete: le “oselle”.

Visitare Murano 1Nel 1291 per scongiurare il pericolo degli incendi, la Serenissima trasferì su quest’isola numerose fornaci e a ciò è dovuto l’appellativo “dei fuochi” con cui è conosciuta. Fu così che Murano si specializzò in questa lavorazione che ebbe un enorme sviluppo, tanto che in breve tempo l’isola divenne il più importante centro di produzione del vetro.

In passato, l’isola non era solo famosa per la lavorazione del vetro. Nel Settecento Murano era rinomata per la sua vita notturna, animata da numerosi ridotti: si narra di vere e proprie file di gondole, cariche di nobili veneziani, che navigavano sulle acque della laguna per raggiungere l’isola. Non a caso, proprio qui a Murano Giacomo Casanova consumò la sua avventura galante con la misteriosa monaca M.M.

IL VETRO DI MURANO

Finora non è stato possibile stabilire in modo preciso quando abbia avuto inizio l’industria del vetro a Venezia. Un’ipotesi, collega le sue origini al trasferimento, nelle isole dell’estuario, dei Veneti che erano vissuti nei centri romani della costa adriatica e che lì avevano appreso le tecniche romane della lavorazione del vetro.

Un documento risalente al 982 attesta che un certo Domenico aveva esercitato l’attività di “fiolario”, cioè la realizzazione di vetri cavi soffiati, in particolare bottiglie, appunto “fiole”. Le uniche testimonianze della fase primitiva del vetro veneziano sono costituite dai resti di una fornace durante gli scavi effettuati soprattutto nella “Piazza” di Torcello e dai frammenti rinvenuti dal sottosuolo di Murano e dalle acque della laguna.

L’arte del vetro ricevette un grande impulso nei secoli XII-XIV, grazie ai contatti col Levante, in particolare con la Siria, l’Egitto e i territori dell’Impero Romano d’Oriente. Dal XIII secolo in poi i vetrai si organizzarono con uno statuto contenente le regole per svolgere l’attività.

Cosa vedere a Murano lavorazione del vetroPer saperne di più riguardo alla storia dell’industria vetraria di Murano, è possibile visitare il Museo del Vetro, ospitato in un palazzo dalle tipiche forme del gotico fiorito. Nasce nel 1861 su iniziativa di Antonio Colleoni, l’allora sindaco di Murano e dell’abate Vincenzo Zanetti, cultore di arte vetraria. Grazie a numerose donazioni di vetri antichi e contemporanei da parte dalle fornaci muranesi, il museo iniziò ad arricchire le proprie collezioni. A supporto della loro attività, l’abate Zanetti nel 1862 fondò una scuola dove i vetrai studiavano disegni e vetri del passato. Nel corso del tempo, acquisti e donazioni continuarono ad accrescere le collezioni, tanto che oggi il museo ospita una grande varietà di oggetti: vasi, lampadari, bicchieri e molto altro ancora.

COSA VISITARE A MURANO

CHIESA DI SANTA MARIA E DONATO

La chiesa, eretta nel VII secolo, fu inizialmente dedicata a Maria, ma nel 1125 venne portato qui, dall’Isola di Cefalonia, il corpo di San Donato, un santo guerriero che aveva ucciso un drago. Così l’edificio religioso fu dedicato anche a questo santo. Lo troviamo ancora oggi raffigurato in uno dei due antichi pilastri risalenti al I-II secolo d.C. situati ai lati dell’ingresso. Le spoglie di San Donato sono conservate dentro un’urna snell’altare maggiore. Vicino a quelle del santo si trovano altre ossa portate da Cefalonia. Si diceva appartenessero al dragone ma in realtà sono di una balena.

Davanti alla porta d’ingresso, sopra gli archi delle colonne, sorge il cosiddetto “Bottazzo di Sant’Albano”. Si narra che questa botticella, in origine conservata nella chiesa di Burano insieme alle reliquie del santo, si riempisse miracolosamente del vino destinato alla celebrazione dell’Eucarestia. Ma quando, nel 1543, la botticella venne portata qui dai muranesi, il miracolo non si ripeté più.

All’interno, la chiesa è suddivisa in tre navate grazie a colonne di marmo greco, i cui capitelli sono tutti leggermente diversi l’uno dall’altro. Il pavimento è interamente ricoperto da un mosaico bizantino decorato con bellissime figure geometriche e di animali vari. Ognuno ha un significato simbolico: l’aquila la potenza, la volpe l’astuzia, il pavone l’immortalità.

L’abside è riccamente decorata con nicchie, colonnine, parapetti e capitelli in pietra d’Istria ornati con triangoli, animali, fiori e croci. La Madonna, con un manto azzurro, spicca su un grande sfondo dorato.

Cosa vedere a Murano chiesa santa maria e donatoPALAZZO GIUSTINIAN

Questo palazzo, nel 1680, divenne la residenza del vescovo, che prima abitava a Torcello. Dal 1861 ospita il Museo del Vetro, creato per ospitare tutte le testimonianze di questa antica arte, dall’epoca romana fino ai giorni nostri.

PALAZZO DA MULA

Il Palazzo da Mula è stato eretto tra il XII e il XIII secolo. È decorato con una quadrifora gotica, alcune formelle con raffigurazioni di animali e, sopra in una nicchia, l’immagine di Maria. In passato questo edificio era la casa di villeggiatura della nobile famiglia Da Mula che abitava a Venezia. Tra Quattrocento e Settecento, l’Isola di Murano fu, infatti, rinomata meta di vacanza, luogo in cui i nobili veneziani costruivano le loro “seconde case” con incantevoli orti, vigne, frutteti e giardini. Nel corso dell’Ottocento numerosi edifici furono abbattuti e si preferì la terraferma come luogo di villeggiatura.

FONDAMENTA DEI VETRAI

Camminando lungo la fondamenta Manin, si possono osservare le case degli Obizzi e dei Sodeci con il porticato che si affaccia sull’acqua. Sono le tipiche case-vetreria, caratteristiche abitazioni medioevali, con due parti sovrapposte e nettamente distinte: in quella superiore abitava il padrone della vetreria, mentre la parte inferiore era occupata dalla fornace, dal negozio e dai magazzini.

Visitare Murano fondamenta ManinCOSA FARE A MURANO

Non si può visitare Murano senza scoprire la storia dell’arte vetraria, che ha reso famosa quest’isola in tutto il mondo. Oltre a visitare il Museo del Vetro, consigliamo di entrare in uno dei numerosi negozi e fabbriche di vetro che si incontrano passeggiando lungo i due canali principali e, perché no, farsi spiegare il processo di produzione dai maestri vetrai. Questa è una tradizione che si tramanda di padre in figlio, per cui sono moltissimi i trucchi e i segreti da farsi svelare.

Oltre a quella del vetro, a Murano vi aspetta un’altra arte, quella culinaria. Una specialità da non perdere sono le moeche a la Muranese. È proprio nella laguna di Murano che si trovano le migliori moeche, ovvero i granchi in muta. Allora perché non approfittarne per assaggiare questo piatto davvero prelibato?

Cosa vedere a Murano case colorateCOSA VISITARE NEI DINTORNI DI MURANO

L’ISOLA DI SANT’ERASMO

L’Isola di Sant’Erasmo ha da sempre avuto una vocazione agricola, tanto da essere conosciuta come l’“Orto di Venezia”. Tra le eccellenze prodotte in quest’isola troviamo il carciofo violetto di Sant’Erasmo e il miele di barena, entrambi tutelati da Slow Food. Tra le distese di campi, orti, frutteti e vigneti emerge imponente la Torre Massimiliana, una fortezza costruita dagli austriaci tra il 1843 e il 1844. Un’oasi di pace da visitare a piedi o in bicicletta.

LIO PICCOLO

Per immergersi nella quotidianità della vita in laguna e scoprire paesaggi unici, sospesi tra l’acqua e il cielo, suggeriamo di visitare il pittoresco borgo rurale di Lio Piccolo, poco distante dalle spiagge di Cavallino Treporti e Jesolo.
Questa località, abitata fin dall’epoca imperiale romana e successivamente abbandonata per il peggioramento delle condizioni ambientali, ebbe un grande impulso nel XVIII secolo quando qui si insediò la nobile famiglia Boldù, la quale fece costruire l’attuale Chiesa di Santa Maria della Neve e restaurò l’edificio seicentesco che si affaccia sulla piazza, Palazzo Boldù. Verso la metà del secolo scorso, iniziò per questo borgo un’altra fase di declino.

Addentrandosi tra le stradine che si snodano tra le acque, si possono osservare le attività lagunari tradizionali legate alla pesca e alcune coltivazioni agricole come le castraùre, primo germoglio del carciofo violetto, e le giuggiole.

LA VITA A LIO PICCOLO E NELLE VALLI DA PESCA

Lio Piccolo, Cavallino-Treporti (VE)

Attività ed esperienze | Tour & Visite guidate

13 €

LIO MAGGIORE

Un altro luogo da non perdere è Lio Maggiore. Anche qui è possibile immergersi in un vero e proprio spaccato della vita in laguna e conoscere le attività legate alla pesca e alla vallicoltura. Vicino a Lio Maggiore, sorgono i resti di Torre Caligo, un antico fortilizio eretto dai Veneziani per controllare la confluenza del canale omonimo nel Sile-Piave Vecchia.

Attività ed esperienze | Tour & Visite guidate

15 €

Se vuoi saperne di più leggi i nostri articoli:
Cosa fare e vedere a Cavallino Treporti? Ecco la nostra guida>>
Cosa fare e vedere a Jesolo ed Eraclea? Ecco la nostra guida>>

COME RAGGIUNGERE MURANO

Murano è raggiungibile da Venezia tramite i traghetti del servizio pubblico ACTV. Per consultare le linee e gli orari visitare il sito di ACTV cliccando qui>>

Per Murano: linea 52 dalle fermate di Piazzale Roma, Ferrovia, Fondamenta Nuove, San Zaccaria.
Per Murano, Burano, Torcello: linea 12 dalle fermate di Fondamenta Nuove, linea 14 da San Zaccaria.

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