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COSA FARE E VEDERE A JESOLO ED ERACLEA? ECCO LA NOSTRA GUIDA

Cosa vedere a Jesolo ed Eraclea

La guida completa con i nostri consigli per visitare Jesolo, Eraclea e i loro dintorni.

Jesolo ed Eraclea Mare, oltre ad essere delle note destinazioni balneari, riserbano un entroterra ricchissimo di storia e di tesori naturali. Quest’area, infatti, fu tra le prime ad ospitare insediamenti dei Veneti antichi. Una storia lunga, di cui restano ancora oggi numerose testimonianze, ma non solo.

Qui è anche la natura a farla da padrone: un luogo dove si confondono il verde della terra e gli azzurri delle acque e del cielo. Un territorio che custodisce dei veri e propri gioielli naturalistici: lagune che rappresentano l’ambiente in cui per millenni hanno lavorato i pescatori, orti coltivati a pochi metri dalle acque salmastre, verdi riviere lungo i fiumi, i paesaggi della bonifica, i boschi al confine con il Friuli Venezia Giulia.

Per questo motivo, limitarsi ad una vacanza di solo sole e mare sarebbe un vero peccato. Ecco perché in questa guida abbiamo riportato alcuni luoghi da visitare a Jesolo, Eraclea e dintorni, fuori dai soliti itinerari turistici.

In questo articolo:

COSA FARE E VEDERE A JESOLO

COSA FARE E VEDERE AD ERACLEA

COSA FARE A JESOLO E AD ERACLEA

COSA VEDERE NEI DINTORNI DI JESOLO ED ERACLEA

COSA FARE E VEDERE A JESOLO?

Nonostante sia conosciuta come frequentata località balneare e per lo skyline moderno, le origini di Jesolo sono molto antiche. All’epoca romana, infatti, sorgeva in quest’area un insediamento di nome “Equilum”, termine legato alla presenza di cavalli (eques) di cui i Veneti antichi erano abili allevatori. L’insediamento resistette fino al V secolo d.C., quando gli abitanti, in seguito alle continue scorrerie barbariche, lo abbandonarono per rifugiarsi sulle isole lagunari che avrebbero visto la nascita di Venezia.

Tuttavia, con la riconquista bizantina, “Equilum” divenne uno dei centri più importanti del nuovo Ducato delle Venezie ma, nei secoli successivi, ci fu un nuovo lungo periodo di decadenza che portò all’abbandono delle terre e alla loro trasformazione in palude.

Gli imponenti lavori di bonifica avvenuti tra gli anni Venti e Trenta del Novecento, sotto la guida di Tomaso Nember, restituirono il nome di Jesolo, da Giesolo, probabile versione dialettale dell’antico Equilo e diedero nuovo impulso alla località.

E allora perché non andare alla scoperta del passato glorioso di questa città?

LA JESOLO ANTICA

Testimonianza del passato illustre di Jesolo è l’area archeologica delle Antiche Mura che conserva i resti della cattedrale paleocristiana risalente al VI – VII secolo e del suo meraviglioso pavimento a mosaico. In questo sito sono presenti tracce di un’altra chiesa della stessa epoca, dedicata a San Mauro. Purtroppo entrambe le costruzioni hanno subito danni ingenti durante la Grande Guerra, quando nell’area fu costruito un fortino militare.

Cosa vedere a jesolo Antiche MuraAll’epoca alto medievale risale, invece, la Torre del Caligo, di cui oggi rimane visibile il basamento. Sorge lungo le sponde del canale omonimo, il cui nome evoca le impenetrabili nebbie degli inverni lagunari. Era la vitale via d’acqua attraverso cui le merci approdate o prodotte a Lio Maggiore venivano trasportate verso Est. La torre fu eretta dai veneziani per presidiare i transiti e i traffici nell’area.

Seguire le tracce della Jesolo antica può essere un modo per rivivere la civiltà e la grandezza un tempo raggiunte da questa città.

JESOLO E LA GRANDE GUERRA

Il territorio di Jesolo fu teatro delle dolorose vicende di guerra. Dopo la disfatta di Caporetto, l’esercito austro-ungarico, con l’obiettivo di conquistare Venezia, il 14 novembre 1917 superò il Piave, occupando il territorio Jesolano. Tra il 15 e il 24 giugno 1918 sferrò l’ultimo assalto, la cosiddetta Battaglia del Solstizio, una delle battaglie più sanguinose della Prima Guerra Mondiale.

A ricordo di quei tragici eventi sorge ancora oggi il Ponte della Vittoria che collega il centro storico di Jesolo alla zona dei Salsi, monumento ai caduti ad obelisco. I quattro obelischi, costruiti nel 1959, sostituirono quelli realizzati nel 1927, in concomitanza con la costruzione del ponte-monumento ai caduti e ai marinai voluto da Emanuele Filiberto Duca D’Aosta.

LUNGO IL SILE- PIAVE VECCHIA

Un itinerario assolutamente da non perdere per gli aspetti naturalistici ma anche storici è quello che si snoda lungo il Sile-Piave Vecchia. Un ambiente straordinario che ospita una ricca fauna e flora.

Cosa vedere a Jesolo Sile Piave VecchiaMa come mai questo corso d’acqua si chiama così? La Piave Vecchia, come suggerisce il nome, altro non è che l’antico alveo del fiume che la Serenissima deviò verso la metà del Seicento con l’obiettivo di allontanarlo dalla laguna e difendersi dai pericoli delle sue devastanti alluvioni.

Questo tratto venne quindi utilizzato per accogliere le acque del Sile attraverso il cosiddetto Taglio del Sile, mentre il Piave fu fatto sfociare in un’area vicino a Grisolera, l’attuale Eraclea. Nel 1683 una piena eccezionale spostò la foce vicino a Cortellazzo, dove oggi si trova la Laguna del Mort.

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Da ricordare che, dopo la disfatta di Caporetto, la Grande Guerra sostò proprio presso il baluardo estremo della Piave Vecchia.

Oggigiorno, lungo il corso d’acqua, si snoda un suggestivo percorso ciclopedonale che consente di godere di una natura rigogliosa e dei sterminati paesaggi di bonifica. La bonifica costituisce un importante capitolo nella storia di queste zone. Proprio per questo, abbiamo deciso di dedicare un’escursione alla “Piave Vecchia e la vita nelle terre di bonifica”.

LA CICLABILE DEL PIAVE

La ciclabile che costeggia il Piave, termina nei pressi della sua foce, vicino al borgo peschereccio di Cortellazzo.

Un’occasione unica per intraprendere un viaggio, a piedi o in bicicletta, attraverso la storia, l’arte e la natura. Un itinerario che può essere vissuto a tappe, seguendo tematiche ben precise: la Grande Guerra, musei, ville, la bonifica, castelli, torri, abbazie, storici opifici, antiche chiese affrescate.

Il Piave, associato nell’immaginario collettivo alla Grande Guerra, in passato è stato anche un’inestimabile risorsa per la Serenissima, che sfruttava il suo corso per il trasporto di legname e merci.

LIO MAGGIORE E LE VALLI DA PESCA DELLA LAGUNA NORD

Altro luogo di incredibile bellezza, a pochi chilometri dalle spiagge di Jesolo, è Lio Maggiore.
In questa località si trovano ancora oggi tracce di un antico porto romano. Purtroppo, a causa dell’inesorabile abbassamento della linea di costa, i resti delle strutture portuali si trovano ormai a 1,5 metri sotto il livello del mare.
Un tempo, questa località era più importante di Lio Piccolo per la posizione strategica e per essere direttamente collegata con l’entroterra tramite il canale Caligo e, pare, con una strada lastricata.

Cosa vedere a Jesolo Torre Caligo
Cosa vedere a Jesolo valli da pesca Laguna Nord

Questa zona riveste anche una grande importanza dal punto di vista naturalistico. La Laguna Nord di Venezia, infatti, è classificata come Sito di Importanza Comunitaria.

L’ambiente, composto in prevalenza da barene, canali, paludi, costituisce l’habitat ideale per numerose specie floristiche e faunistiche, in particolare per gli uccelli acquatici.

Qui la tradizione della pesca è testimoniata dalla presenza di numerose aree destinate alla vallicoltura, ovvero l’allevamento estensivo di alcune specie ittiche come orate, branzini, cefali, anguille.

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LEGGENDE E MISTERI DI JESOLO

Si sa che le placide acque della laguna e le fragorose onde del mare possono celare un mondo oscuro, fatto di spiriti, streghe e altri personaggi singolari. E allora perché non scoprire anche il lato misterioso di questo territorio?

Secondo una leggenda, un enorme drago, con grandi ali da pipistrello, un tempo si nascondeva in una vasta valle da pesca in prossimità di Jesolo. Appariva improvvisamente, bruciando i raccolti con le sue fiamme, e solo l’intervento miracoloso di San Giovanni, poté liberare la contrada dal mostro.

Un’altra leggenda riguarda Cortellazzo, un tempo frequentata da un gruppo di streghe che si divertiva a spaventare i viandanti, organizzando scherzi malvagi e slegando le barche ormeggiate sui porticcioli.

Sebbene tutti gli abitanti della zona le temessero, un giorno, un pescatore di nome Francesco decise di rivolgersi a loro affinché intervenissero in soccorso dell’amato Piave.

Il fiume, infatti, si era trasformato in un grande lago di acque paludose e malsane. Le streghe decisero di aiutare il pescatore: pronunciando alcune formule magiche, scatenarono la più grande piena che si ricordasse, la piena del 1683, con il quale il fiume, dopo varie vicissitudini, mise finalmente foce dove si trova attualmente.

Altri misteri e leggende legati al fiume Sacro alla Patria li puoi scoprire partecipando alla nostra escursione: “Passeggiata tra i misteri e leggende del Piave”.

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COSA FARE E VEDERE AD ERACLEA?

Famosa località balneare della costa adriatica, anche Eraclea ha origini antiche, legate agli spostamenti della popolazione veneta verso le lagune durante le prime invasioni barbariche.

L’insediamento originario, infatti, si formò in una delle isole emergenti della vasta laguna che occupava tutta l’area, Melidissa (dal greco meliedes, “luogo migliore”). Le popolazioni che si insediarono nell’isola, di cultura romana, restarono in relazione con i centri del potere imperiale che si era conservato in Oriente e nell’esarcato ravennate. Questo condizionò l’assetto gerarchico cittadino, strutturato secondo la tradizione romana, al cui vertice era il dux, capo militare da cui deriverà la figura del doge veneziano.

Nel VII secolo cambia nome in Heraclia, in onore della vittoria dell’imperatore bizantino Eraclio su quello sasanide Cosroè. Nel 697 d.C. la città diventa capitale del nuovo Ducato Veneto. I secoli successivi furono segnati dal declino, a causa delle incursioni barbariche e varie vicissitudini, fino alla definitiva scomparsa a seguito della grande alluvione del Piave del 1110 che ridusse la città ad una desolata palude.

Subì la stessa sorte anche durante l’età moderna, quando, tra 1500 e 1600, la Serenissima deviò il corso del fiume Piave che portò alla creazione, proprio nell’attuale zona di Eraclea, di un lago artificiale detto Lago della Piave.

Solamente negli anni Trenta del Novecento il territorio venne pienamente recuperato grazie ad ingenti interventi di bonifica. Proprio per ripercorrere la storia legata alle straordinarie opere di ingegneria idraulica del secolo scorso, un itinerario interessante da seguire è quello dei luoghi della bonifica.

STORIE DI BONIFICA

Come abbiamo visto, il paesaggio di Eraclea è caratterizzato dalle importanti opere della bonifica novecentesca.

Cosa vedere ad Eraclea canale revedoli
Di notevole interesse è la maestosa idrovora di Torre di Fine, frazione nata nel 1925 quando fu conclusa la grande opera realizzata dal Consorzio di Bonifica Ongaro inferiore. La realizzazione di questo impianto costituisce un tipico esempio delle difficoltà incontrate nei terreni melmosi della bonifica, per dare agli impianti la stabilità necessaria ai macchinari.

Vicino alla confluenza del canale Revedoli nel Piave, possiamo ammirare la suggestiva Valle Ossi. La valle prende nome dalla famiglia veneziana che ne era proprietaria, a dispetto della “leggenda” che lo faceva derivare dal ritrovamento nel 1903, durante lo scavo delle fondamenta di un’idrovora, di decine di scheletri allineati, interpretati come i resti dei combattenti delle antiche Eraclia ed Equilium che si scontrarono ripetutamente nel VII secolo.

Sempre presso la confluenza del canale Revedoli, anch’esso legato alle bonifiche, nel fiume Piave si possono osservare le cosiddette “Porte di Revedoli”, opera idraulica che consente la navigazione lungo il percorso della litoranea Veneta.

LA BELLEZZA SELVAGGIA DELLA LAGUNA DEL MORT

Cosa vedere ad Eraclea laguna del MortTra i territori di Jesolo ed Eraclea si trova un ambiente naturale del tutto eccezionale, la Laguna del Mort. E’ un tratto di mare separato dalle acque libere in seguito alla deviazione del Piave avvenuta nel 1935 a causa di un’esondazione.

Il toponimo “del Mort” si riferisce proprio al tratto dell’alveo di foce, rimasto escluso dalle correnti dopo la rotta.

Oggigiorno è una rilevante oasi naturalistica, habitat ideale di molte specie di uccelli marini e lagunari, Sito di Importanza Comunitaria.

La sua bellezza selvaggia è stata riconosciuta da Legambiente che nel 2003 l’ha classificata tra le undici più belle spiagge d’Italia.

Un luogo meraviglioso, sicuramente da visitare.

LA BELLEZZA SELVAGGIA DELLA LAGUNA DEL MORT

Laguna del Mort, Eraclea (VE)

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COSA FARE A JESOLO E A ERACLEA? ECCO LE ESPERIENZE DA NON PERDERE

Abbiamo visto cosa visitare a Jesolo ed Eraclea seguendo itinerari insoliti molto interessanti dal punto di vista storico, culturale e naturalistico.

Ora, invece, scopriamo cosa fare in questo territorio che, oltre al mare e alla spiaggia, ha molto da offrire, a partire dalle prelibatezze enogastronomiche. Questa è una terra ricca di sapori, soprattutto legati al mare con pesce sempre freschissimo. Allora perché non assaggiare le tante specialità in uno dei ristoranti o agriturismi della zona? Piatti che potrai gustare anche a casa, dato che alcune strutture organizzano corsi di cucina per chi volesse cimentarsi nella loro preparazione.

E all’assaggio delle specialità di pesce suggeriamo di abbinare la visita ad una delle numerose bilance che si trovano lungo il corso del Piave e del Sile. Le bilance sono delle strutture formate da reti di forma in genere quadrangolare. I quattro angoli della rete sono assicurati tramite cavi e carrucole a piloni in ferro a due braccia o quattro antenne. La rete viene immersa fino al fondo e salpata di tanto in tanto. Il pesce catturato viene convogliato dai movimenti della rete verso il centro dove viene recuperato dai pescatori.

Cosa fare a Jesolo ed Eraclea bilancia da pescaProdotti del mare che si uniscono alle eccellenze della terra. Sono numerose le aziende agricole che propongono visite guidate all’interno della propria tenuta e gustose degustazioni, dalla Noce dei Grandi Fiumi al Riso Carnaroli, dal Mais Biancoperla ai vini rigorosamente DOC. Autentica bandiera della viticoltura ed enologia di questo territorio è sicuramente il Raboso del Piave.

Una curiosità riguarda un vino autoctono, il Grapariol, ottenuto da uve di due vitigni diversi a bacca bianca, che, a detta dei viticoltori, corrisponderebbero alla Rabosa Bianca. Sono stati trovati durante dei lavori di recupero di vecchi vitigni veneti a Zenson di Piave.

Altro vino da assaggiare il Malanotte del Piave, che prende il nome da un antico e caratteristico borgo che si trova nel paese di Tezze, Borgo Malanotte. Nel 1971 il vino “Malanotte” è stato riconosciuto come tipologia Raboso Piave Malanotte all’interno della denominazione Piave DOC.

COSA VEDERE NEI DINTORNI DI JESOLO E ERACLEA? ECCO QUALCHE IDEA PER ESCURSIONI DI UNO O PIU’ GIORNI

Ecco, invece, qualche consiglio per chi vuole concedersi una giornata diversa, visitando le tante bellezze del litorale e dell’entroterra: borghi fortificati, oasi naturalistiche, capolavori architettonici e artistici, antichi mulini, abbazie e piccole chiese rurali.

Tante interessanti realtà per costruire itinerari che consentono di ripercorrere la storia millenaria di queste terre, immergersi nella natura e godere di un paesaggio mozzafiato.

VENEZIA E LE SUE ISOLE

In questa lista non potevamo non inserire Venezia e le sue isole, a cui abbiamo già dedicato un articolo in cui puoi trovare itinerari insoliti per scoprire le svariate sfaccettature della città e della sua laguna. Lo puoi leggere cliccando qui.

CAVALLINO TREPORTI

Da vedere anche la vicina Cavallino Treporti. Già il toponimo “Cavallino” ricorda che questa terra fu abitata dall’antichità: come il territorio di Jesolo, anche questa fascia costiera era interessata dall’allevamento dei cavalli da parte dei Veneti Antichi.

Qui, oltre a visitare il centro storico di Cavallino, si può passeggiare lungo il Canale Casson fino a raggiungere le conche di navigazione realizzate nel Seicento. Da non perdere Treporti con la pittoresca corte rurale di Saccagnana, la località Mesole, nota per il suo convento, e lo splendido borgo di Lio Piccolo, incastonato tra barene, specchi d’acqua, canali e valli da pesca.

Un altro itinerario molto singolare consente di conoscere il volto più misterioso della laguna scoprendo le leggende e misteri che si celano tra le sue acque.

Vuoi altri spunti? Allora leggi la nostra guida completa per visitare Cavallino Treporti e i suoi dintorni cliccando qui.

LA VITA A LIO PICCOLO E NELLE VALLI DA PESCA

Lio Piccolo, Cavallino-Treporti (VE)

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CAORLE

Altra perla del litorale adriatico è il borgo marinaro di Caorle. Anche questa città vanta una storia antichissima che affonda le proprie radici nel periodo preistorico, come attestano diversi ritrovamenti.

Non meno affascinante del centro storico di Caorle, la sua laguna, area di notevole importanza naturalistica e Sito di Interesse Comunitario. A Vallevecchia, ha mantenuto importanti valenze naturalistico-ambientali, soprattutto per la presenza di uno dei maggiori sistemi dunali litoranei del Veneto.

cosa vedere a caorleAnche personaggi noti come lo scrittore americano Ernest Hemingway rimasero affascinati dalla bellezza di questi luoghi. Hemingway fu ospitato nella tenuta del barone Raimondo Franchetti, al quale era legato dalla passione per la caccia e da una profonda amicizia.

Altro luogo molto caratteristico è l’Isola dei Pescatori, dove sorgono i casoni, tipiche abitazioni dei pescatori di laguna.

Da non dimenticare il pittoresco borgo di Ca’ Corniani, situato a pochi chilometri da Caorle. Qui nell’Ottocento ebbe inizio una delle più grandi opere di bonifica della zona da parte di un privato, Generali Assicurazioni, che culminò con la realizzazione di un complesso agricolo che ancora oggi affascina i visitatori che si aggirano tra le sue case.

Vuoi conoscere meglio Caorle e i suoi dintorni? Allora leggi i nostri articoli articoli Caorle la piccola Venezia che ti resta nel cuore” e “Caorle ed i suoi piccoli borghi tutti da scoprire“.

LE TERRE DEL PIAVE

Lasciandosi alle spalle il litorale e dirigendosi verso l’entroterra troviamo il Basso Piave.

Cosa vedere vicino a jesolo eraclea PiaveMerita una visita Fossalta di Piave il cui nome resta legato alla Grande Guerra e ad Ernest Hemingway. Proprio qui lo scrittore, presente come volontario della Croce Rossa Americana in assistenza ai soldati dell’esercito italiano, fu ferito l’8 luglio 1918. Questa tragica esperienza fu per lo scrittore fonte di ispirazione per la sua celebre opera “Addio alle armi”.

Percorrendo un caratteristico ponte di barche, giungiamo a Noventa di Piave, località che vanta una lunga storia. Gli scavi archeologici effettuati nell’area dove sorgeva la vecchia Pieve di San Mauro attestano che il territorio era abitato sin dall’epoca romana.

Dopo un periodo di abbandono a seguito delle scorrerie degli Ungari, il centro rinacque nel X secolo quando i Veneziani, per la sua ubicazione strategica posta sul punto terminale della navigabilità del Piave, vi costruirono un porto e mercato.

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Per quasi un millennio il porto è stato l’elemento fondamentale su cui ha gravitato e prosperato l’economia del paese.

Anche a Ceggia, in località Gainiga, sono stati ritrovati numerosi reperti archeologici di età romana, in particolare spicca il ponte romano, sito anticamente attraversato dalla via Annia. Non solo storia ma anche natura. Ceggia condivide con Cessalto il bosco di Olmè, bene di grande pregio ambientale, sito di importanza comunitaria e zona di protezione speciale.

QUARTO D’ALTINO

Anche nella località Altino si trova un’interessante area archeologica. Qui sorge il Museo Archeologico Nazionale, che conserva resti della frequentazione del territorio in epoca preistorica, veneta e romana.

La storia vuole che gli abitanti dell’antica Altinum trasferendosi sulle isole, tra cui Torcello, crearono i presupposti per la nascita di Venezia.

Inoltre, diversi itinerari, lungo le alzaie dei fiumi o nei suggestivi tracciati delle antiche vie romane offrono la possibilità di fare escursioni a piedi, in bicicletta, a cavallo o in barca.

CONCORDIA SAGGITARIA

Altra località che vanta una lunga storia è Concordia Saggitaria. Le prime tracce abitative rimandano al periodo preistorico e protostorico: in località Bagnarola è presente una necropoli paleoveneta con tombe risalenti ad un periodo compreso tra la fine del IX e l’inizio del VII secolo a.C. Nel 42 a.C., con l’arrivo di una colonia romana, composta probabilmente da veterani dell’esercito di Cesare, alla città fu imposto il nome di Iulia Concordia. L’appellativo Saggitaria fu aggiunto sotto l’impero di Diocleziano, quando nel territorio fu installata una fabbrica di frecce (sagittae in latino).

Nei dintorni di Concordia sono numerosi gli itinerari da esplorare in bicicletta o a piedi: dalle vie lungo il fiume Lemene, a quelle di bonifica fino ai percorsi che conducono a Portogruaro.

PORTOGRUARO

Portogruaro è un altro gioiello dell’entroterra veneziano da non perdere. Questa città affonda le sue origini nel Medioevo, quando nel 1140 il vescovo di Concordia concesse ad alcune famiglie di pescatori e marinai i terreni lungo il fiume Lemene per costruirvi abitazioni e un porto fluviale.

Costituitasi in Comune probabilmente nel corso del XII secolo, la città fu coinvolta in una serie di guerre locali per i secoli successivi, che la spinsero infine a sottoporsi alla protezione di Venezia nel 1420. Durante il dominio veneziano divenne la sede commerciale più importante della patria del Friuli, a cui apparteneva.

La città è attraversata dal fiume Lemene su cui sorgono diversi ponti, il più significativo quello di Sant’Andrea. Proseguendo lungo il percorso pedonale che parte da questo ponte si possono ammirare i due storici mulini.

Cosa vedere nei dintorni di Jesolo ed Eraclea PortogruaroPer chi è interessato agli itinerari cicloturistici la città offre varie alternative, dalla via del Pane al percorso dell’Antica Quercia che unisce Portogruaro a Concordia.

A un paio di chilometri dal centro, sorge la millenaria abbazia di Summaga. La comunità monastica, sorta nel XI secolo, si arricchì rapidamente e nel 1211 consacrò la chiesa basilicale a tre navate che costituisce l’unico resto visibile della antica abbazia. Un luogo davvero magico.

SESTO AL REGHENA

Emblema di Sesto al Reghena è l’Abbazia di Santa Maria in Sylvis, di fondazione longobarda. Nel maggio del 762 d.C., i fratelli Erfo, Marco ed Anto, donarono il proprio patrimonio alle Abbazie di Sesto e di Salt di Povoletto, da loro fondate pochi anni prima.

Dotarono il monastero sestense di tutte le vaste proprietà che possedevano in Friuli, tra Tagliamento e Livenza, ma anche nel Veronese e persino nelle Marche. Nasceva così la più grande istituzione monastica nella storia del Friuli.

CORDOVADO

Cordovado è un incantevole borgo friulano con una storia gloriosa, iniziata ben prima dell’anno Mille quando i vescovi di Concordia lo fortificarono e lo scelsero come il più importante “castrum” della pianura, sede di poteri civili, militari ed ecclesiastici.

Da allora fu in piena funzione fino al 1420 quando, passato sotto il dominio veneziano, il suo ruolo strategico diminuì.

Poco fuori dal centro storico si trova la fontana di Venchieredo, luogo che fece da sfondo al tormentato amore fra Leopardo Provedoni e Doretta di Vinchiaredo narrato da Ippolito Nievo ne “Le confessioni di un italiano” e a cui anche Pier Paolo Pasolini dedicò la poesia “Limpida fontana di Venchieredo”.

Questo e altri posti, come i vicini mulini di Stalis e il castello di Fratta, si ritrovano nelle opere letterarie nieviane. L’eredità di Ippolito Nievo è racchiusa anche nel nome di un dolce artigianale locale chiamato Spaccafumo, come il fornaio di Cordovado descritto in uno dei suoi romanzi.

GRUARO

Altro borgo da visitare è Gruaro, le cui prime tracce risalgono all’Alto Medioevo, quando il suo castello, costruito intorno al X secolo, faceva parte del sistema di difesa dell’abbazia benedettina Santa Maria in Sylvis di Sesto al Reghena contro le invasioni degli Ungari.

Il territorio è di notevole interesse dal punto di vista ambientale e paesaggistico.

È ricco di distese d’acqua, zone verdi e presenta numerosi siti testimoni di un’armoniosa simbiosi tra l’uomo e la natura.

Fra questi va citata la zona di Stalis, dove si trovano gli omonimi mulini ma anche il lago azzurro a Giai, il mulino la Sega, il mulino di Gruaro, il mulino Nogarol e il mulino Bagnara.

Noi abbiamo ideato un’escursione per scoprire queste meravigliose terre situate al confine tra due regioni, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia e tre comuni, Gruaro, Cordovado e Sesto al Reghena. Vuoi saperne di più? Allora clicca qui >>

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TREVISO CON I SUOI COLLI E BORGHI

Anche la Marca Trevigiana riserva piacevoli scoperte, a partire dal suo splendido capoluogo, Treviso.
Altre meraviglie di questa “terra gioiosa” sono le colline del Prosecco, il pittoresco Molinetto della Croda e gli incantevoli borghi di Cison di Valmarino e Asolo.

Ma i luoghi da visitare nel “Giardino della Serenissima” sono moltissimi. Per questo motivo abbiamo dedicato a Treviso e i suoi dintorni un intero articolo con utili consigli e suggerimenti. Clicca qui per leggerlo>>

LE MERAVIGLIE DELLA NATURA

Tutti restano incantati di fronte alla bellezza di veri e propri capolavori della natura come le sorgenti del Gorgazzo e della Santissima a Polcenigo, le spettacolari forre dei Brent dell’Art o ancora gli incantati meandri delle Grotte del Caglieron. E allora perché non visitarli?

E tu, conoscevi già questi luoghi? Quale visiterai per primo?

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In valigia ricordati sempre di portare la sostenibilità, rispetta l’ambiente e la comunità che ti ospita!

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