fbpx

VENEZIA INSOLITA: 10 COSE DA FARE E VEDERE

Venezia insolita cosa fare e vedere

10 cose da fare e vedere per scoprire una Venezia insolita

Venezia conquista il cuore di chiunque la visiti, ogni suo angolo è magico e regala emozioni uniche. In questo articolo abbiamo raccolto 10 cose da fare e vedere per scoprire una Venezia insolita. Tanti itinerari alternativi e mete inusuali per conoscere il lato nascosto e più autentico della città lagunare.

LA VENEZIA FRIVOLA E VIZIOSA

Un modo alternativo per visitare Venezia è quello di ripercorre i luoghi della perdizione e le usanze del periodo più trasgressivo e vizioso della Serenissima, il Settecento. Tra questi, sicuramente ci sono i casini o ridotti, luoghi legati vita notturna di Venezia, dove era praticato il gioco d’azzardo, si tenevano feste da ballo, serate letterarie ed incontri amorosi. Spesso i giocatori erano nobili, il cui volto era celato dietro la tipica maschera bauta che consentiva di nascondere la propria identità.

I ridotti erano davvero popolari tanto che negli ultimi anni della Serenissima ne erano presenti oltre 130. Come molte attività, anche questa era regolamentata dal Consiglio dei Dieci che cercava di mantenere l’ordine ma anche di trarne profitto.

Alcuni di questi ridotti sono ancora oggi visitabili. Tra questi troviamo il Casino degli Spiriti, il Casino Venier, il Casino Contarini, il Casino Dandolo e il Casino del Commercio.

Con il gioco d’azzardo andava a braccetto un’altra attività, quella delle cortigiane e della prostituzione legalizzata. A Venezia  c’era un vero e proprio quartiere a luci rosse. Stiamo parlando di “Rio Terà de le carampane”, il cui toponimo è legato al mestiere più antico del mondo. In questa zona, un tempo, si trovavano le case del Signor Rampani, utilizzate come ospizio per vecchie prostitute, ormai in pensione. In veneziano “cà” significa “casa”, e così da quel momento, il termine “carampana” indicò appunto una donna vecchia e sciatta.

Venezia insolita cosa fare e vedere Ponte delle tetteUn altro luogo legato a questo mestiere è il “Ponte delle Tette”, situato vicino ad una delle numerose case di tolleranza presenti nel quartiere a luci rosse della città. Il toponimo deriva dal fatto che le prostitute, affacciandosi alle finestre verso il ponte sottostante, erano solite adescare i passanti mostrando loro i seni scoperti.

Non possiamo parlare del lato libertino di Venezia senza citare il Dongiovanni più famoso della storia, nato proprio nella città lagunare, Giacomo Casanova. Ancora oggi è possibile vedere la sua casa natale, in Calle Malipiero, dove nacque il 2 aprile 1725, o ancora i luoghi frequentati durante la sua infanzia e quelli che furono teatro delle sue avventure come il Ridotto di San Moisè, dove amava sfidare la sorte, Campo San Maurizio, dove abitava il suo grande amico e poeta Giorgio Baffo e i Piombi, le celebri prigioni di Palazzo Ducale, dove fu imprigionato con l’accusa di magia, libertinaggio, massoneria e vilipendio alle istituzioni.

Un modo singolare per scoprire da vicino una Venezia molto intima, tanto frivola e viziosa quanto intrigante.

LA VENEZIA CRIMINALE

Un altro itinerario alternativo conduce alla scoperta del lato più segreto e oscuro di Venezia, un mondo fatto di streghe, alchimisti, fantasmi e atroci assassini e dove ancora oggi si dice che si aggirino presenze inquietanti. Sono moltissimi i casi di cronaca nera che hanno come protagonisti gli abitanti di Venezia e di cui ancora oggi si conservano i documenti processuali presso l’Archivio di Stato. Da Zanmaria Millevoi, il sarto assassino di Contrada di San Mattio, alla donna bruciata nella propria casa alle Chiovere di San Girolamo o ancora a Giovan Battista Bombonati, il parrucchiere vicentino che escogitò la truffa della pentola degli spiriti. Moltissimi sono i luoghi legati a questi fatti di cronaca nera che molte volte coinvolsero anche il clero.

La Repubblica di Venezia con questi assassini e criminali spesso utilizzava metodi davvero crudeli e pene molto severe.

Ad esempio, se si osserva la facciata del  Palazzo Ducale, spiccano nel biancore della loggia due colonne rosse. Secondo alcune fonti, le due colonne rosse erano il luogo dal quale il Doge assisteva alle esecuzioni capitali, altre ricerche, invece, sostengono che proprio fra queste due colonne avvenissero le esecuzioni. Inoltre, nel sottotetto del Palazzo Ducale si trovano i “Piombi”, antica prigione il cui nome deriva dal materiale col quale era costruito il tetto. I detenuti venivano rinchiusi qui per volontà del Consiglio dei Dieci, in quanto accusati di delitti politici o perché in attesa di giudizio.

Un altro luogo legato alla Venezia criminale è una statua situata nei pressi del Ponte di Rialto e conosciuta come il Gobbo di Rialto. Raffigura un uomo curvo che regge sulle spalle la scala per raggiungere la “pietra del bando”. Si tratta di una colonna dalla quale venivano letti i bandi, con cui si rendevano pubbliche leggi e sentenze. Nello stesso momento, per acquisire validità giuridica, i bandi e le leggi dello Stato venivano letti anche dalla pietra del bando collocata in Piazza San Marco.

Ripercorrere questi luoghi e le storie di questi personaggi singolari è sicuramente un modo per scoprire tanti particolari interessanti e curiosi, sebbene cruenti, della vita a Venezia di qualche secolo fa.

PALAZZO CONTARINI E LA SCALA DEL BOVOLO

Questo palazzo, situato presso Campo Manin, visse le vicende dei molti proprietari che si susseguirono in cinque secoli di storia. Si tratta di una “casa fontego” di evidente gusto tardo-gotico. Verso la fine del Quattrocento l’edificio venne dotato di una scala a chiocciola davvero singolare, conosciuta ancora oggi come “Scala del Bovolo”. Il nome deriva dal termine veneziano “bovolo” che significa proprio “chiocciola”. Fu realizzata per volere di Pietro Contarini, rampollo appartenente alla potente famiglia Contarini del ramo di San Paternian che, nel Trecento, si era potuta fregiare dell’alto onore di aver dato un doge alla Serenissima, Andrea Contarini.

LA VENEZIA DI MARCO POLO

Venezia ha dato i natali anche a grandi viaggiatori. Tra questi, sicuramente il più noto è Marco Polo. Ancora oggi, nella città lagunare, si possono vedere i luoghi che furono frequentati dal famoso viaggiatore. Camminando tra le calli del sestiere di Cannaregio, vicino alla chiesa di S. Giovanni Crisostomo, si raggiunge “Corte del Milion” e la casa dove abitò Marco Polo. Al giorno d’oggi, la struttura ospita il Teatro Malibran. Durante dei lavori di restauro, furono trovati diversi oggetti che appartennero alla famiglia Polo.

Un altro luogo legato alla figura di Marco Polo e alla sua professione di commerciante è il mercato di Rialto, dove un’intera area denominata “Erbarìa” rappresentava il luogo da dove entravano a Venezia erbe, spezie e altri prodotti importati dall’Oriente e dal resto del mondo.

I SAPORI DI VENEZIA

Non si può visitare Venezia senza conoscere le sue prelibatezze enogastronomiche. E un modo per iniziare è sicuramente quello di andar per bacari. Il bacaro è una tipica osteria veneziana, dove si possono degustare le cosiddette “ombre”, cioè calici di vino, accompagnate da una vasta scelta di “cicchetti”, gustosi stuzzichini come mozzarelle in carrozza, crostini, polpette e altri assaggi sfiziosi.

I più golosi non possono perdere i numerosi dolci tipici veneziani come i bussolai, le frittelle, i galani e la fugassa, da assaggiare in una delle tante pasticcerie storiche. Le origini della tradizione pasticciera di Venezia è molto antica e risale al XV secolo quando fu fondata la Scuola degli Scaleteri, una sorta di corporazione delle arti e dei mestieri che riuniva i pasticceri.

Se vuoi saperne di più leggi il nostro articolo: Bacarando alla scoperta di un’insolita Venezia>>

IL PONTE DEI PUGNI

Possiamo senza dubbio affermare che i ponti costituiscono l’anima di Venezia. Basti pensare che le 121 isole del centro storico sono collegate da ben 436 ponti!

Molti di questi racchiudono delle storie davvero particolari come il Ponte dei Pugni. Il nome di questo ponte deriva da un’antica usanza veneziana: la guerra dei pugni. Dal mese di settembre a Natale, gli abitanti della città appartenenti a due fazioni nemiche, i Castellani e i Nicolotti, si sfidavano a colpi di pugni sui ponti di Venezia, allora, tutti sprovvisti di parapetti ai lati. Sul suolo del ponte sono ancora visibili delle orme, segni che indicavano, ai due rivali, dove posizionarsi.

Venezia insolita cosa fare e vedere Ponte dei pugni
Venezia insolita cosa fare e vedere Ponte dei pugni orma

L’ARCHIVIO DI STATO

L’Archivio di Stato di Venezia conserva un patrimonio davvero prezioso che consente di scoprire aspetti molto interessanti del passato della città.

Fu istituito dal Governo austriaco nel 1815 con il nome di Archivio generale veneto. L’Archivio di Stato sorge presso l’ex complesso conventuale di Santa Maria Gloriosa dei Frari e ospita ben 70 chilometri di scaffali ricchi di documenti che riguardano l’intera storia della Repubblica di Venezia ma anche archivi delle corporazioni religiose e laicali. Conserva inoltre gli atti dei governi e degli uffici succedutisi nella città dopo la caduta della Serenissima, documenti catastali e archivi privati.

Un luogo che conserva un patrimonio dal valore inestimabile che riguarda la storia di Venezia e non solo.

LA VENEZIA DI CARLO GOLDONI

A Venezia nacquero anche grandi artisti. Tra i più celebri sicuramente troviamo Carlo Goldoni, uno dei padri della commedia moderna, nato nella città lagunare il 25 febbraio 1707.

Il modello della Commedia dell’Arte era nato nel Cinquecento e consisteva in un canovaccio sul quale le maschere improvvisavano uno spettacolo rimanendo fedeli al carattere stereotipato del loro personaggio. Agli inizi del Settecento, però, non rispondeva più ai gusti della società contemporanea. Fu a questo punto che entrò in scena Goldoni, il quale eliminò progressivamente le maschere per dare vita a personaggi realistici in cui soprattutto i ceti medi potessero identificarsi.

E allora perché non scoprire una Venezia insolita seguendo i passi del noto scrittore? Partiamo dalla sua casa natale, dove visse fino all’età di dodici anni, Palazzo Centani. Oggi la casa di Carlo Goldoni ospita un museo, allestito sostanzialmente in tre stanze dov’è possibile conoscere la vita e le opere teatrali del drammaturgo. In una stanza laterale si trova un teatrino di marionette settecentesco, originale dell’epoca.

Proseguiamo il nostro viaggio alla scoperta della Venezia goldoniana raggiungendo il Ponte di Rialto. Vicino al ponte, in Campo San Bartolomeo, si trova una statua di bronzo che raffigura Goldoni: un omaggio da parte della sua città realizzato dallo scultore Andrea Dal Zotto nel 1883.

Venezia insolita cosa fare e vedere Teatro GoldoniEd infine passiamo ai luoghi in cui le opere dello scrittore presero vita, il Teatro Goldoni e il Teatro Malibran.

Il teatro che oggi porta il suo nome, in passato si chiamava San Salvador. È il più antico teatro di Venezia ancora esistente, edificato nel 1662. Nel corso dei secoli, però, ha subito diversi rimaneggiamenti. Qui Goldoni si occupò della stagione teatrale dal 1753 fino al 1761 scrivendo tante opere diventate famose, come la “Trilogia della villeggiatura”.

Il Teatro Malibran è uno dei primi teatri per cui Goldoni scrisse opere teatrali, su incarico di Michele Grimani, proprietario della struttura. Fu costruito nel 1678 nel luogo in cui si trovava la casa di Marco Polo, andata distrutta a causa di un incendio. Originariamente si chiamava Teatro San Giovanni Grisostomo ma nel 1835 fu intitolato alla cantante lirica Maria Malibran.

Visitare questi luoghi è un’occasione unica per conoscere la Venezia di Carlo Goldoni.

IL GHETTO DI VENEZIA

Altro luogo assolutamente da non perdere per scoprire una Venezia insolita è il ghetto. Nella città lagunare, la presenza ebraica è attestata già prima dell’anno Mille tanto che questo è il ghetto più antico d’Europa.

Proprio qui ha avuto origine il termine “ghetto”. Infatti, nel Medioevo, in quest’area della città si trovava un’antica fonderia, un “geto” in veneziano, che serviva a forgiare le bombarde, i piccoli cannoni delle navi veneziane. Quando per motivi politici, nel 1516, la Serenissima stabilì per legge che tutti gli ebrei dovessero risiedere qui, la popolazione che proveniva per lo più dall’Europa centro-orientale, pronunciava il termine veneziano “geto” storpiandolo in “gheto”.

La zona del ghetto già a quel tempo si presentava come al giorno d’oggi ma con una piccola differenza. In corrispondenza dei due ponti che costituiscono gli unici accessi, un tempo c’erano dei robusti cancelli, che venivano chiusi e sorvegliati di notte, in quanto agli abitanti era permesso uscire dal quartiere solo di giorno e con appositi segni distintivi.

Ma l’anima del quartiere ebraico è sicuramente costituita dalle sue sinagoghe. All’interno del Gheto Novo si possono vedere tre dei cinque edifici religiosi presenti.

Altro luogo da visitare è il Banco Rosso. Fu istituito assieme ad altri due Banchi di Pegno, il Verde e il Nero, in seguito alla chiusura dei Monti di Pietà, che cessarono l’attività di usura in quanto contraria ai dettami cristiani. Da quel momento a Venezia questo lavoro venne imposto per legge alla comunità ebraica.

Il ghetto è senza dubbio uno dei luoghi più affascinanti di Venezia.

Se vuoi saperne di più leggi il nostro articolo: 5 cose che probabilmente non sai sul Ghetto Ebraico di Venezia>>

Venezia insolita cosa fare e vedere GhettoIL CAMPO DEI MORI E IL PALAZZO DEI MASTELLI

Passiamo, infine, ad un luogo davvero singolare, dove, grazie alle statue che si trovano incastonate nelle pareti delle case, si respira un’atmosfera orientaleggiante. Stiamo parlando del Campo dei Mori e del Palazzo dei Mastelli.

La particolarità del campo è legata all’origine del suo nome che deriva proprio dalla presenza di tre statue raffiguranti tre uomini orientali di pelle scura, i Mori appunto. Essi risultano essere i fratelli Rioba, Sandi e Afani della famiglia Mastelli del Cammello che costruirono l’intera zona.
Il loro palazzo, Palazzo dei Mastelli, presenta sulla facciata un rilievo che rappresenta un uomo con turbante, in veste orientale, che conduce un cammello, forse realizzato per ricordare le loro origini orientali. I tre fratelli erano stati soprannominati Mastelli perché, secondo le cronache dell’epoca, “possedevano migliaia di mastelli pieni di zecchini d’oro”.

Venezia insolita cosa fare e vedere Campo dei moriSe vuoi conoscere altri angoli nascosti e itinerari alternativi per scoprire una Venezia insolita leggi anche questi articoli:

Cosa vedere a Venezia? Ecco la nostra guida con itinerari insoliti>>
5 isole della Laguna di Venezia che forse non conosci>>
Visitare Torcello: ecco cosa vedere nell’isola>>
Visitare Burano: cosa vedere tra le colorate case dell’isola>>
Visitare Murano: ecco cosa vedere nell’isola del vetro>>

In valigia ricordati sempre di portare la sostenibilità, rispetta l’ambiente e la comunità che ti ospita!

Lascia un commento