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LA GUIDA PER ORGANIZZARE IL CAMMINO DEL PROSECCO

Cammino del Prosecco

Vuoi percorrere il Cammino del Prosecco?

Vuoi sapere cosa vedere sulle Colline del Prosecco UNESCO?

Vuoi scoprire quali sono i prodotti tipici da non perdere?

In questo articolo troverai tutte le informazioni utili per intraprendere il Cammino del Prosecco: il percorso con le varie tappe, i principali luoghi d’interesse, le prelibatezze enogastronomiche da gustare, come prepararsi a questo viaggio all’insegna della storia, dell’arte, della natura, di antiche tradizioni e sapori.

Sei pronto? Ecco tutte le indicazioni di cui hai bisogno.

Indice:

Il percorso del Cammino del Prosecco

Cosa vedere lungo il Cammino del Prosecco

Cosa vedere nei dintorni del Cammino del Prosecco

Cosa fare lungo il Cammino del Prosecco

Prodotti tipici da assaggiare lungo il Cammino del Prosecco

Prepararsi al Cammino del Prosecco

IL PERCORSO DEL CAMMINO DEL PROSECCO

Un percorso attraverso un territorio unico, 52 km di piccole meraviglie da scoprire passo dopo passo tra dolci colli, vigneti, casali, rigogliosi boschi, chiese medievali e antichi tracciati. Un cammino che consente di godere di paesaggi di straordinaria bellezza, di ammirare veri e propri gioielli artistici e naturalistici e di ripercorrere le tracce lasciate dalla storia, in particolare dalla Grande Guerra.

Il tracciato, che inizia a Vidor e termina a Vittorio Veneto snodandosi lungo il crinale delle colline UNESCO attraversa, oltre alle località di partenza e arrivo, anche Colbertaldo, le alture meridionali di Valdobbiadene, Col San Martino, le Vedette di Farra di Soligo, Premaor di Miane, i Tre Ponti di Follina, l’area di Cison di Valmarino con Zuel di Qua e di Là, Arfanta, Tarzo, Nogarolo e Serravalle.

Per un escursionista standard il cammino può essere suddiviso in quattro tappe mentre i più allenati possono percorrerlo in due. Il tracciato presenta alcuni tratti più impegnativi, come la parte finale del Monte Comun e del Monte Baldo. Per questo motivo è presente una variante nord, molto più semplice, che attraversa le località di Fratta, Colmaggiore e la parte meridionale di Revine.

I viaggiatori che intraprendono il Cammino del Prosecco ricevono una credenziale su cui vengono apposti i timbri per ciascuna tappa conclusa, nonché un attestato finale.

Un’occasione unica per visitare le colline oggi patrimonio dell’umanità, lentamente, in più giorni, assaporando il paesaggio passo dopo passo.

COSA VEDERE LUNGO IL CAMMINO DEL PROSECCO

Il Cammino del Prosecco racchiude tutto ciò che un escursionista può desiderare. E’ un’opportunità per immergersi tra le infinite bellezze di quest’area prealpina: dai dolci pendii ricamati dai vigneti, alle vallate ricche di acque cristalline, alle affilate creste delle dorsali. Oltre a questo, tanta arte e cultura che scaturisce da secoli di storia, le cui tracce sono ancora visibili nei numerosi borghi, abbazie, castelli, chiese e tradizioni popolari.

Ecco cosa vedere lungo il Cammino del Prosecco.

Cammino del Prosecco Vidor 1
Cammino del Prosecco Vidor

VIDOR

L’itinerario inizia a Vidor, nel cuore della Marca Trevigiana, su un colle che sorge nei pressi del fiume Piave.

Oltre al caratteristico centro storico, il borgo conserva l’Abbazia di Santa Bona, edificata nel lontano XI secolo e ricostruita dopo i danni subiti durante il primo conflitto mondiale.  La Chiesa dedicata al Nome Santissimo di Maria, eretta nel XVIII secolo, sorge sui resti di un precedente edificio religioso ed ha subito un radicale restauro dopo la Grande Guerra. Da non perdere il Santuario della Madonna delle Grazie di Colbertaldo, un’antica costruzione risalente al XIV secolo che è frequente meta di pellegrinaggi.

VALDOBBIADENE

Il Cammino del Prosecco da Vidor prosegue verso le alture meridionali di Valdobbiadene. Questi luoghi raccontano di enormi fatiche ma anche di grandi soddisfazioni. Oggigiorno, infatti, questo territorio è un distretto importante dal punto di vista enologico per la produzione di uno dei vini più conosciuti e apprezzati al mondo, il Prosecco.

L’itinerario attraversa paesaggi di autentica bellezza, segnati della storia rurale, civile e religiosa delle genti locali. La storia di uomini e donne che nella quotidianità dei comportamenti hanno scandito lo scorrere del tempo e modulato la vita di tutti i giorni.

Qui sorge la zona di Cartizze, una piccola area di 107 ettari di vigneto compresa tra le colline più scoscese di San Pietro di Barbozza, Santo Stefano e Saccol, che dà origine ad un vino unico, nato dalla perfetta combinazione fra un microclima dolce ed un terreno antichissimo, generatosi dal sollevamento di fondali marini.

A San Pietro di Barbozza, nella cella vinaria di casa Brunoro, affrescata con motivi bacchici, si trova la sede della Confraternita di Valdobbiadene. Poco più in là, sulla cima del Col Croset, ancora oggi si possono ammirare i resti del castello di Mondeserto, risalente all’incirca al XII secolo. A poca distanza sorge uno tra i più antichi luoghi di culto di Valdobbiadene, la millenaria chiesetta campestre di San Biagio di Stana, il santo taumaturgo protettore dalle malattie della gola.

Proseguendo verso nord appare maestoso il comprensorio del Monte Cesen, un’area di grande interesse dal punto di vista naturalistico ed etnografico. Qui è d’obbligo la sosta in una delle caratteristiche malghe per assaporare i gustosi prodotti tipici montani.

Cammino del Prosecco Valdobbiadene (2)

FARRA DI SOLIGO

Passo dopo passo si raggiunge il sentiero delle Vedette, che si snoda sulle colline del Prosecco da Col San Martino a Soligo. L’itinerario si chiama così perché durante la Grande Guerra era un punto di controllo dell’esercito austro-ungarico: dalla cima di questi colli si poteva avere una visuale perfetta su tutta la linea del fronte lungo il Piave. Un luogo dunque di grande importanza strategica, testimoniato dalle numerose gallerie e trincee che si possono ancora osservare lungo il percorso.

MIANE

Il Cammino del Prosecco prosegue lungo le dolci colline di Premaor di Miane, ricoperte da vigneti costellati qua e là da numerose casere. Questo paesaggio, unico nel suo genere, è testimonianza di un’attività agricola stagionale praticata dalle singole famiglie che si trasferivano dai centri abitati limitrofi nel periodo estivo. Un salto nel passato, quando il tempo era scandito dal lento scorrere delle giornate e l’economia era legata soprattutto all’allevamento del bestiame e alla coltivazione della vite.

FOLLINA, ZUEL DI QUA E ZUEL DI LA’

L’itinerario successivamente si addentra tra i colli di Follina, borgo noto per la meravigliosa Abbazia cistercense di Santa Maria, complesso dal grande valore artistico tra i più rinomati e belli della regione. L’origine del toponimo è legata alla presenza dei monaci dell’abbazia. Furono loro, infatti, a portare e sviluppare in quest’area l’attività della “follatura”.

Follina è uno dei “Borghi più Belli d’Italia” assieme alla vicina borgata di Cison di Valmarino, il cui territorio è attraversato dal Cammino del Prosecco nei pressi di Zuel di Qua e Zuel di Là, due località dal nome curioso nascoste nella boscaglia del crinale, che contano circa una cinquantina di abitanti in tutto.

Il termine Zuel deriverebbe dal latino “iugum” ovvero giogo o valico tra le montagne. La divisione tra “di Qua” e “di Là” invece deriva dal fatto che la strada che congiunge Gai a Rolle separa le due metà.

Lungo il sentiero si incontrano splendidi castagni secolari e le pittoresche chiese campestri dedicate a Santa Eurosia e a Santa Lucia, luoghi di grande fede e devozione.

TARZO

Il Cammino del Prosecco attraversa poi le località di Arfanta, Tarzo e Nogarolo.

Qui per evitare i tratti più impegnativi, è possibile seguire la variante nord che prosegue per Fratta, Colmaggiore e la parte meridionale di Revine, offrendo una soluzione più semplice.

Tra le pittoresche stradine di Tarzo, Fratta e Colmaggiore, si può intraprendere un vero e proprio viaggio nel tempo, scoprendo le storie di vita quotidiana del passato grazie ai famosi murales dipinti da diversi artisti veneti. Queste opere raccontano, con un linguaggio semplice e diretto, le tradizioni popolari, la storia e il folclore locale in un modo davvero affascinante.

Il sentiero lambisce poi i due laghi di Santa Maria e San Giorgio tra i comuni di Revine Lago e Tarzo. Frequentati fin dal neolitico, sono il residuo di un più vasto lago formato da uno dei rami del ghiacciaio del Piave durante le varie fasi delle ultime glaciazioni. Costituiscono un importante sito naturalistico con numerose aree palustri ed estese torbiere. Questi bacini lacustri sono oggetto di svariati misteri e leggende come quello sulla presunta locomotiva inabissata dagli austriaci nel 1918.

VITTORIO VENETO

Il Cammino del Prosecco si conclude a Vittorio Veneto, passando per Serravalle, uno più importanti centri della Serenissima in terraferma, caratterizzato da antiche vie e piazze, da edifici di gusto apertamente veneziano, e dai Meschietti, opera di ingegneria idraulica del XVI secolo. Dal centro storico si può raggiungere tramite un breve sentiero il suggestivo Santuario di Sant’Augusta, emblema della città.

Ma Vittorio Veneto è nota anche per i fatti legati alla Grande Guerra. Qui tra il 24 ottobre e il 4 novembre 1918 si combatté la battaglia finale, l’ultimo scontro armato tra Italia e Impero austro-ungarico.

COSA VEDERE NEI DINTORNI DEL CAMMINO DEL PROSECCO

Oltre alle meraviglie che si incontrano lungo il Cammino del Prosecco, ci sono numerosi altri gioielli artistici, architettonici e naturalistici custoditi tra i dolci pendii di queste colline. Allora perché non approfittarne? Con brevi deviazioni puoi visitare dei luoghi davvero magici.

Ecco cosa vedere nei dintorni del Cammino del Prosecco.

Iniziamo da Segusino e i pittoreschi borghi di Stramare e Miliès, raggiungibili percorrendo incantevoli sentieri che si snodano tra boschi, ruscelli cristallini e prati.

Cammino del Prosecco Montello

Da non perdere il Montello, singolare collina a forma di testuggine che si eleva, isolata e ben definita, a sud del corso del fiume Piave. Un tempo l’ecosistema, prevalentemente a bosco di quercia, era rigorosamente vincolato da leggi della Repubblica di Venezia in quanto il “Bosco della Serenissima” serviva per il legname dei cantieri veneziani.

Qui sono ancora oggi visibili numerose testimonianze del passato. Sul Montello, infatti, si svolsero i momenti più importanti della Grande Guerra dopo la disfatta di Caporetto: dalla resistenza decisiva contro la spinta austro-ungarica nelle battaglie di arresto e del Solstizio all’offensiva finale, che decretò la fine del conflitto e la vittoria del Regno d’Italia.

Altro luogo da visitare è la “Strada della fan” a Combai, un itinerario di elevato valore naturalistico e storico dato che si riferisce ad un triste ma interessante capitolo della Grande Guerra. Si tratta, infatti, di una strada costruita dagli abitanti della zona con lavoro obbligatorio nel periodo dell’occupazione austriaca.

Un’altra località legata ai tragici eventi della Prima Guerra Mondiale è il Passo San Boldo, chiamato anche la “Strada dei 100 giorni”, perché costruito dal 1 febbraio al 1 giugno 1918 per volontà dell’esercito austriaco. Cento giorni di lavoro, le schiene spezzate dei prigionieri russi e delle donne di Tovena per costruire questo miracolo ingegneristico con le gallerie scavate nella roccia coi rudimentali mezzi dell’epoca.

Questo spettacolare valico che mette in collegamento la provincia di Treviso e quella di Belluno, per secoli luogo di passaggio di uomini e merci, sorge a Cison di Valmarino.

Partendo dal centro storico del borgo è possibile percorrere la Via dei Mulini che, addentrandosi nel bosco, conduce alla scoperta della realtà artigianale di Cison fino all’inizio del secolo scorso, legata al torrente Rujo e allo sfruttamento delle sue acque come testimoniano vecchi lavatoi ricostruiti, fontane, canalette con diverse chiuse, antichi mulini e resti di folli.

Cammino del Prosecco Refrontolo

Uno dei luoghi più affascinanti delle Colline del Prosecco UNESCO è senza dubbio il Molinetto della Croda, un edificio rurale risalente al XVII secolo costruito sulla roccia, la cui ruota era mossa dalle acque del torrente Lierza.

Tra le meraviglie naturalistiche, meritano sicuramente una visita la Val Trippera, attraversata da un suggestivo sentiero che si snoda tra boschi, grotte e una moltitudine di felci, la Val Lapisina dove sgorgano dalle viscere della terra le azzurre sorgenti del Meschio e le Grotte del Caglieron, un ambiente veramente peculiare costituito da una serie di grandi marmitte, cascate e antri che si sono formati nel corso del tempo grazie all’opera della natura e dell’uomo.

COSA FARE LUNGO IL CAMMINO DEL PROSECCO

Sono molteplici le opportunità per scoprire le Colline del Prosecco UNESCO a 360 gradi. Dalle numerose escursioni a piedi, in bici o a cavallo, alle degustazioni di prodotti tipici nei ristoranti e nelle cantine della zona, dalle visite alle botteghe artigiane e aziende agricole alle attività open air all’insegna del completo relax come yoga, bagno di foresta, barefoot o tree hugging.

Vuoi fare un’escursione privata, essere accompagnato dalle nostre Guide Ambientali Escursionistiche oppure partecipare ad una delle attività che regolarmente organizziamo lungo il Cammino del Prosecco? Scopri le nostre proposte e le iniziative in programma cliccando qui.

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13 €

PRODOTTI TIPICI DA ASSAGGIARE LUNGO IL CAMMINO DEL PROSECCO

Tra le specialità del territorio assolutamente da assaggiare, non possiamo non parlare del vino che dà il nome a questo cammino: il Prosecco.

L’origine del Prosecco è molto antica e il suo vitigno di provenienza, il Glera, era già utilizzato dai Romani per produrre un particolare vino bianco denominato “Pucino”. Il Prosecco-Glera per come lo conosciamo oggi, invece, è stato prodotto solamente a partire dagli inizi del Novecento.

Non a tutti però è noto l’antenato di questa eccellenza dell’enologia italiana ovvero il Prosecco Colfondo. Nell’Ottocento i contadini, infatti, realizzavano un prodotto per uso familiare ricavato da un vino fermo cui veniva lasciato un certo residuo zuccherino così da consentire, una volta imbottigliato, una rifermentazione naturale sui propri lieviti. In questo modo si otteneva un vino frizzante che, non essendo sboccato, lasciava un naturale residuo di lieviti esausti sul fondo della bottiglia, da cui il nome “Col fondo”.

Ma il Prosecco non è l’unica specialità enologica delle Colline UNESCO. Tra gli altri vini prodotti in questo territorio ricordiamo il Marzemino Passito di Refrontolo, decantato anche da Mozart, il Verdiso e il Torchiato di Fregona.

E ad un buon bicchiere di vino perché non abbinare un saporito formaggio locale? C’è l’imbarazzo della scelta tra il singolare Formaggio di Grotta, le “Formajele trevigiane”, i numerosi Latteria, la cui nascita è contemporanea all’affermarsi delle latterie turnarie e il delizioso formaggio “Imbriago”, figlio, a quanto pare, della Prima Guerra Mondiale.

Ma le delizie non finiscono qui. Tra i prodotti tipici da non perdere ricordiamo il “Fasol de Lago”, il “Figo Longhet de Tarz” e, nel periodo autunnale, i famosi “Marroni di Combai”.

Cammino del Prosecco prodotti tipici

PREPARARSI AL CAMMINO DEL PROSECCO

PREPARAZIONE FISICA

Il Cammino del Prosecco, lungo 52 km, ha una difficoltà tecnica media, di tipo escursionistico, con un’altimetria considerevole. Per un camminatore standard il percorso può essere compiuto in quattro tappe mentre i più allenati possono percorrerlo in due.

È un cammino potenzialmente alla portata di tutti, sebbene si debba tenere conto delle specifiche difficoltà di ogni tappa. Gli aspetti da valutare maggiormente sono la lunghezza, il dislivello, l’assenza di punti di ristoro e di fonti d’acqua, calore nelle ore centrali del giorno.

Specialmente a chi fosse totalmente fuori allenamento, per aumentare la resistenza, si consiglia di fare qualche passeggiata prima della partenza.

EQUIPAGGIAMENTO

Per percorrere il Cammino del Prosecco con tranquillità e in sicurezza è importante avere un equipaggiamento adeguato. Ecco alcune indicazioni utili.

L’abbigliamento deve essere essenziale e sempre adatto alla stagione. Suggeriamo di indossare indumenti non ingombranti e traspiranti, vestendosi “a strati”.

Raccomandiamo di scegliere con cura le scarpe da trekking che devono essere di buona qualità e avere una buona aderenza. I bastoncini da trekking possono essere utili specialmente in alcuni tratti. Suggeriamo di avere al seguito carta, bussola e GPS nonché una batteria di riserva o una batteria ausiliaria esterna.

Nello zaino non possono mancare una borraccia con l’acqua, una bevanda calda se in inverno, una giacca a vento o un kway adeguato al periodo, un telo termico, un cappello o berretto, un coltellino, gli occhiali, una crema protettiva, un mini kit di pronto soccorso, una torcia frontale ed eventualmente abbigliamento di ricambio in base alle condizioni meteo.

Una volta che lo zaino è pronto, abbandonati ai ritmi lenti della natura e della vita agreste, gustati, passo dopo passo, questa esperienza unica, ricordando di lasciare solo un’impronta leggera… Quella degli scarponi.

 

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