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5 PASSEGGIATE NEI DINTORNI DI TREVISO DA NON PERDERE

Passeggiate nei dintorni di Treviso

5 facili passeggiate per scoprire i dintorni di Treviso

A cavallo del Sile e del Piave, tra il margine lagunare e lo spartiacque delle Prealpi Bellunesi, sorge la Marca Trevigiana, un territorio unico costellato da meravigliosi borghi e capolavori della natura. Non solo il capoluogo incanta con i suoi scorci e la sua storia. I dintorni di Treviso racchiudono veri e propri tesori, tutti da scoprire.

Ecco perché in questo articolo abbiamo riportato 5 passeggiate nei dintorni di Treviso da non perdere.

IL SILE E IL CIMITERO DEI BURCI

Poco lontano dalle mura di Treviso, a Casier, in un’ansa del fiume Sile, si trova un posto davvero singolare, il “Cimitero dei burci”. Un luogo che testimonia l’importanza che aveva in passato il Sile, quando era una risorsa idrica, economica e frequentata via di comunicazione che collegava la Marca Trevigiana e Venezia.

Il “Cimitero dei burci” si trova all’interno del Parco Naturale Regionale del Fiume Sile. Tra canne e falaschi, sorgono i relitti dei burci, grandi imbarcazioni a fondo piatto che un tempo venivano utilizzate soprattutto per il trasporto delle granaglie. Dalle recenti ricerche archeologiche è emerso che tra gli anni 1974-75 furono abbandonate nel sito tredici imbarcazioni tradizionali da trasporto, di cui tre appartenevano con certezza all’armatore Dante Bernardi.

Per poter raggiungere il “Cimitero dei burci” è necessario percorrere la “Restera”, in passato infrastruttura indispensabile per trascinare dalla riva le grosse barche che risalivano la corrente. “Restera” deriva, infatti, da “Resta”, termine che indica la corda usata per trainare le grandi imbarcazioni grazie all’impiego di cavalli, buoi o addirittura uomini.

Il trasporto di beni e merci sul Sile è documentato già in epoca romana e, diverse fonti storiche, attestano la presenza di grandi imbarcazioni da trasporto fin dalla prima metà del XIII secolo. Il loro utilizzo proseguì fino agli anni Settanta del secolo scorso.

Oggi, questi relitti sprofondati e insabbiati di archeologia industriale, sono custoditi tra una vegetazione lussureggiante, habitat ideale per numerose specie di uccelli e pesci. La testimonianza di quanto la storia di questo territorio sia legata a quella delle sue acque.

I MULINI DI QUINTO DI TREVISO

Il Sile, per la sua portata costante e corrente sostenuta, è sempre stato il luogo ideale per l’insediamento di mulini. Le prime notizie riguardanti la presenza di mulini lungo il suo corso risalgono all’inizio dell’VIII secolo e il loro incremento fu rapido tanto che nell’Ottocento, nella sola città di Treviso, se ne trovavano ancora sessantuno.

Ai giorni nostri nessun mulino sfrutta più le acque del fiume, ma questi edifici sopravvivono come esempi di archeologia industriale a ricordare l’importanza che hanno avuto nella storia civile, economica ed architettonica del territorio. Alcune di queste strutture sono ancora oggi visibili nell’antico borgo molitorio di Quinto di Treviso.

Nel centro del paese, i mulini Bordignon, Favaro e Rachello, rimasti attivi fino a pochi anni fa, testimoniano l’imponente attività molitoria del Sile. La città di Treviso fu soprannominata “Il Granaio della Repubblica”, proprio perché da qui giungeva buona parte della farina destinata a Venezia.

Un suggestivo percorso che si snoda tra paesaggi campestri e acquatici e conduce alla scoperta di questi “pezzi di storia” custoditi tra le sinuose anse del fiume Sile.

LE SORGENTI DEL SILE

Un altro luogo affascinante nei dintorni di Treviso, che offre la possibilità di fare piacevoli passeggiate, sono le sorgenti del Sile. Quest’area si trova tra Casacorba di Vedelago e Torreselle di Piombino Dese, ed è caratterizzata dalla presenza di boschi e torbiere a cui si alternano aree paludose. Qui l’acqua sgorga senza sosta, limpida e silenziosa, dando origine al fiume di risorgiva più lungo d’Italia. Anche questa zona, come l’intero corso del Sile, ricade all’interno del Parco Naturale Regionale del Fiume Sile.

Nell’area delle sorgenti si trova il cosiddetto “Fontanasso dea Coa Longa”, uno dei superstiti più significativi e tra i più accreditati come sorgente del Sile, anche se tutta l’area è interessata al fenomeno. Il termine in dialetto veneto “Fontanasso” indica il punto in cui l’acqua che scorre nella falda sotterranea affiora in superficie e, da qui, dà origine al fiume.

Questo territorio ha una notevole valenza naturalistica. Nei vari mesi dell’anno si possono effettuare osservazioni molto interessanti, sia per quanto riguarda la fauna che la flora. In primavera ed estate, la vegetazione presenta il suo massimo splendore mentre durante i mesi invernali si possono osservare diverse specie di uccelli che, migrando dall’Europa settentrionale, sostano in questi lembi tutelati del Parco.

Un luogo caratterizzato da una grande biodiversità e che consente di godere bellezze naturalistiche uniche.

TARZO E LA VIA DEI MURALES

Anche la Pedemontana custodisce dei veri e propri tesori. Uno di questi è il piccolo borgo di Tarzo dove è possibile intraprendere un affascinante viaggio nel tempo grazie alla “Via dei Murales”.

Tra le pittoresche stradine di Tarzo, Fratta e Colmaggiore, alzando lo sguardo, si possono scorgere sulle pareti delle case dei meravigliosi murales, dipinti nel corso degli anni da diversi artisti veneti. Queste opere rappresentano, con un linguaggio semplice e diretto, le tradizioni popolari, la storia e il folclore locale: dai vecchi mestieri ormai scomparsi, al doloroso capitolo dell’emigrazione, alle figure leggendarie protagoniste dei racconti del filò.

Vicino alla “Via dei Murales” si può ammirare una vecchia casa colonica dalle pareti gialle. Si tratta di una delle case appartenute all’industriale Marinotti, che in passato concedeva in mezzadria a contadini locali. Erano contraddistinte da un capitello inserito nella parete frontale e da alcune fasce rosse decorative.

Altro luogo degna di nota è l’antica Chiesa di San Martino che, al suo interno, conserva affreschi risalenti al XIII secolo. Si trova nella frazione di Fratta, un borgo molto caratteristico, con vecchi edifici caratterizzati da cortili interni, poggioli di legno e, talvolta, decorati con affreschi a tema sacro.

Un cammino affascinante tra arte, storia, tradizioni popolari e natura.

I BOSCHI DEL MONTELLO

Il Montello, singolare rilievo di terra rossa che sorge nella pianura trevigiana, offre moltissime opportunità per gli amanti delle camminate. Si trova a sud del corso del Piave e, proprio questa vicinanza, ha fatto sì che in passato il Montello fosse scelto come luogo ideale per gli insediamenti umani.

Ma è soprattutto durante il dominio della Serenissima che questo rilievo assunse una notevole importanza, quando i suoi boschi, prevalentemente di quercia, divennero una risorsa fondamentale per Venezia. Infatti, tramite il lavoro degli “zattieri”, il legname veniva trasportato attraverso il fiume Piave direttamente nella città lagunare, dove veniva impiegato per la costruzione di imbarcazioni o di palazzi.

Il bosco del Montello  divenne così il gioiello dei “Boschi della Serenissima”, tanto che erano previste leggi e pene severissime per tutelarlo.

Anche oggi a dominare il paesaggio del Montello è il bosco, attraversato longitudinalmente da vie chiamate “Prese”. L’area è caratterizzata anche da fenomeni carsici e, per questo, ci si può imbattere facilmente in doline e grotte.

Ma Montello non significa solo natura. Durante la Grande Guerra questo rilievo si ritrovò in prima linea e, per questo, fu interessato dalla costruzione di opere militari necessarie ad ostacolare l’avanzata dell’esercito austro-ungarico. I segni di questi tragici eventi sono ancora oggi visibili: troviamo, infatti, il Sacrario Militare a Nervesa della Battaglia, il monumento dedicato all’aviatore Francesco Baracca, la Colonna Romana, il vicino Osservatorio di Re Vittorio Emanuele III e il cimitero ai Caduti Inglesi.

Un luogo che, oltre a fare passeggiare nella natura, consente di scoprire la storia del territorio.

Attività ed esperienze | Tour & Visite guidate

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