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13 ESCURSIONI IN VENETO DA NON PERDERE

Escursioni in Veneto

Le più belle escursioni e passeggiate in Veneto dal mare alla montagna

Uno dei modi migliori per scoprire un territorio è sicuramente quello di esplorarlo in mondo lento, camminando e assaporando passo dopo passo i profumi, i suoni, i colori della natura e del paesaggio.

Ecco perché in questo articolo abbiamo raccolto 13 escursioni in Veneto da non perdere, per immergersi lentamente nella storia, cultura e natura, andando alla ricerca di piccoli borghi, tradizioni e usanze dimenticate. Pronto a scoprirle con noi?

ESCURSIONI NEI DINTORNI DI VENEZIA

L’INCANTEVOLE BORGO DI LIO PICCOLO

Lio Piccolo è uno degli angoli più incantevoli della Laguna di Venezia. Si tratta di un piccolo borgo rurale a pochi passi dalle spiagge di Cavallino Treporti, circondato da specchi d’acqua, canali, barene, campi coltivati. Visitare Lio Piccolo significa immergersi in un vero e proprio spaccato di vita della laguna.

L’origine di questo borgo si può far risalire all’epoca imperiale romana, come testimonia il ritrovamento dei resti di due case-emporio con pavimenti a mosaico appartenenti proprio a quel periodo. Nel corso del Trecento questo territorio venne abbandonato a causa dell’insalubrità della zona.

Lio Piccolo rinascerà tra Seicento e Settecento, quando il miglioramento delle condizioni ambientali, trasformò la laguna in un’importante risorsa economica ma anche nella meta prediletta dalla nobiltà veneziana per le attività svago e di caccia. Proprio in questo periodo si insediò la nobile famiglia veneziana dei Boldù che ristrutturò il palazzo che ancora oggi si affaccia sulla piazza e fece ricostruire la piccola chiesa di Santa Maria della Neve.

Sarebbe un vero peccato soffermarsi alla sola visita del piccolo borgo dato che i dintorni sono ricchi di sorprese. Addentrandosi lungo i sentieri che si snodano tra le valli da pesca si scopre un mondo meraviglioso, in cui sembra essere sospesi tra l’acqua e il cielo.

Un mondo in cui a fare da padroni sono certamente gli uccelli, in particolare i limicoli. Si tratta, come suggerisce il nome, di animali specializzati nel cercare il cibo, vermi e molluschi, sondando il limo con i loro lunghi becchi. Primi fra tutti troviamo gli eleganti Cavalieri d’Italia e, diventati ormai celebri, i Fenicotteri rosa.

Lungo le sponde degli argini si possono fare interessanti osservazioni floristiche. Ad esempio, troviamo le cosiddette piante alofite che, grazie a particolari adattamenti, riescono a sopravvivere in ambienti con un alto grado di salinità.

Guardandosi attorno, si può notare che il paesaggio è caratterizzato dalla presenza delle valli da pesca, alcune ormai in disuso. Ma di cosa si tratta? La valle da pesca è un’area separata dalla laguna aperta attraverso una recinzione fissa costituita da argini nella quale si pratica la vallicoltura, un’attività di allevamento estensivo del pesce. Il termine “valle” deriva dal latino “vallum” che significa argine o protezione.

Un viaggio emozionante attraverso una natura mozzafiato, le tradizioni e i sapori autentici dell’antica laguna veneta.

LA VITA A LIO PICCOLO E NELLE VALLI DA PESCA

Lio Piccolo, Cavallino-Treporti (VE)

Attività ed esperienze | Tour & Visite guidate

13 €

In quest’area oltre a Lio Piccolo ci sono altri luoghi che vale la pena visitare. Vuoi saperne di più? Allora leggi il nostro articolo su cosa fare e cosa vedere a Cavallino Treporti cliccando qui>>

L’ISOLA DEI PESCATORI E L’OASI NATURALISTICA DI VALLEVECCHIA

Poco lontano dal pittoresco centro storico di Caorle c’è un luogo in cui il tempo sembra essersi fermato, un luogo di natura selvaggia in cui le acque dolci e salmastre si confondono, la laguna. È in questo ambiente affascinante, dove si trovano i tipici casoni, che affonda le proprie origini Caorle.

La storia di Caorle, infatti, è anche la storia dei casoni, costruiti da sempre con la stessa tecnica, con gli stessi materiali offerti dalla natura. Nella vita da casòn è racchiusa l’antica cultura del pescatore di laguna. Infatti, sin dai tempi più remoti, costituivano la caratteristica dimora dove i pescatori vivevano in simbiosi con l’ambiente lagunare.

Per motivi di reciproca convenienza, non era cosa rara che sulle stesse lingue di terra emersa fossero costruiti più casoni formando dei veri e propri villaggi. Un tipico esempio è rappresentato proprio dal villaggio che sorge a pochi passi da Caorle sulla cosiddetta “Isola dei pescatori”.

Al di là del canale Nicesolo si trova la meravigliosa oasi naturalistica di Vallevecchia, un vero paradiso per gli amanti della natura e del birdwatching. Rappresenta un mosaico di situazioni diverse, un vero gioiello naturalistico in cui scoprire le ricchezze della laguna: il paesaggio di Porto Falconera con i caratteristici casoni dei pescatori, le grandi superfici palustri, i profili di Caorle, i canneti, la pineta, il litorale dunoso e la vastissima superficie agraria che riserva interessanti avvistamenti.

Anche il famoso scrittore americano Ernest Hemingway fu colpito dal fascino di questi luoghi, tanto che gli dedicò alcune delle sue pagine più belle nel libro “Di là dal fiume e tra gli alberi”.

Un territorio che consente di intraprendere un meraviglioso viaggio attraverso la storia, cultura, natura e letteratura.

Attività ed esperienze | Tour & Visite guidate

13 €

Se vuoi scoprire cosa vedere a Caorle e nei suoi dintorni allora non perderti i nostri articoli “Caorle, la piccola Venezia che ti resta nel cuore” e “Caorle ed i suoi piccoli borghi tutti da scoprire”>>

LA BELLEZZA SELVAGGIA DELLA LAGUNA DEL MORT

Si può dire che il Piave sia uno dei pochi fiumi al mondo, se non l’unico, a possedere tre foci: una, la prima e dunque quella storica, si trova tra Jesolo e Cavallino, dove ora, in seguito agli interventi idraulici avvenuti nel XVII secolo ad opera della Serenissima, sfocia il Sile-Piave-Vecchia, la seconda è quella di Cortellazzo ed è la foce attuale. La terza è situata a circa due chilometri più ad est ed è quella di Marina di Eraclea, rimasta attiva tra il 1683, quando il Piave durante una piena di grandi proporzioni sfondò le dune litoranee (Rotta della Landrona), e il 1935.

Fino al 5 ottobre 1935 la Laguna del Mort altro non era che l’ultimo tratto del fiume. Il toponimo “del Mort” si riferisce proprio al tratto del vecchio alveo abbandonato dal Piave e quindi considerato “morto”, dopo aver rotto l’argine destro in seguito ad una piena.

Da quel giorno quest’area è divenuta un autentico rifugio naturale, caratterizzato da una grande varietà di ambienti: la foce fluviale, la palude, i canneti, le dune, la maestosa pineta e le distese di bonifica coltivate di Valle Ossi. Un luogo che conserva un’elevata biodiversità ma anche una lunga storia. All’interno dell’oasi naturalistica si trovano dei bunker che, come negli altri settori dell’Alto Adriatico, furono costruiti per difendere la fascia costiera e l’immediato entroterra di Eraclea in previsione di un possibile sbarco Alleato.

LA BELLEZZA SELVAGGIA DELLA LAGUNA DEL MORT

Laguna del Mort, Eraclea (VE)

Attività ed esperienze | Tour & Visite guidate

13 €

Vuoi scoprire altri luoghi da visitare ad Eraclea e nei suoi dintorni? Allora leggi il nostro articolo “Cosa fare e vedere a Jesolo ed Eraclea” cliccando qui>>

ESCURSIONI NEI DINTORNI DI TREVISO

CISON DI VALMARINO E LA VIA DELL’ACQUA

Cison di Valmarino, uno de “I Borghi più belli d’Italia”, è un piccolo gioiello della pedemontana veneta. Il centro storico è di una bellezza disarmante, caratterizzato dalla presenza di edifici tinteggiati di rosso. Si tratta di un colore molto particolare, chiamato “Rosso Brandolini”, che oggi non è facile da riprendere. È un rosso di centinaia di anni fa, ottenuto da coppi frammentati. I Brandolini, per secoli signori di questa vallata, riservavano questo colore alle case dei loro mezzadri, che volevano tutte uguali.

A due passi dalla piazza, si trova la “Via dell’Acqua”, un sentiero che, snodandosi nel bosco, conduce alla scoperta di quella che era la realtà artigianale di Cison di Valmarino fino all’inizio del secolo scorso, legata al torrente Rujo e allo sfruttamento delle sue acque. Lungo il percorso si possono osservare vecchi lavatoi ricostruiti, fontane, canalette con diverse chiuse, antichi mulini e resti di vecchi folli.

Un’escursione che incanta ad ogni angolo e racchiude il valore della storia e la bellezza della natura.

L’ANELLO DEL PROSECCO

Un altro luogo di autentica bellezza nella Marca Trevigiana. Stiamo parlando delle Colline del Prosecco, un mondo fatto di natura, tradizioni, enogastronomia, dove la mano dell’uomo ha disegnato il paesaggio nel corso dei secoli.

Alpago Novello nella relazione sui distretti della provincia di Treviso del 1882 scriveva che “Di molto maggiore importanza è in questi distretti la coltivazione delle viti, la quale costituisce una delle principali rendite e sarà, se tutti i proprietari seguiranno una buona volta le massime insegnate da una buona enologia, la maggior risorsa di questi paesi; ci giova per lo meno sperarlo”. A distanza di più di un secolo possiamo dire che non si sbagliava. Questo territorio è oggi la patria di uno dei vini più famosi al mondo, il Prosecco.

Per calarsi in questo mondo fatto di viticoltura, tradizioni e gusto si può percorrere l’Anello del Prosecco, un itinerario che si snoda tra vigne, casolari, cantine, boschi e incantevoli borghi dell’area di Valdobbiadene come San Pietro di Barbozza, dove ha sede la Confraternita del Prosecco, Santo Stefano e Saccol, solo per citarne alcuni.

Un cammino attraverso paesaggi incantevoli dove si incontrano i segni della storia rurale, civile e religiosa di questo territorio.

Attività ed esperienze | Tour & Visite guidate

13 €

REFRONTOLO E IL MOLINETTO DELLA CRODA

Refrontolo, altro piccolo borgo della Marca Trevigiana, che custodisce un vero e proprio tesoro, testimonianza dei tempi passati: il Molinetto della Croda, un caratteristico edificio rurale risalente al XVII secolo. Una curiosità legata al nome? Le fondazioni della costruzione originaria poggiano sulla nuda roccia, appunto la “croda” della montagna. Un luogo affascinante che nel corso dei secoli ha ispirato artisti, scrittori e pittori.

Ma questo territorio non è stato solo un luogo idilliaco, fonte di ispirazione artistica. Fino alla metà del secolo scorso, ha visto le fatiche di decine e decine di minatori, che qui lavoravano per estrarre la lignite.

Nei dintorni del Molinetto della Croda tra boschi, valli, vallette e torrenti, si snodano numerosi percorsi naturalistici. Sui pendii dei colli quasi si nasconde tra i vigneti di Prosecco, il Marzemino. Refrontolo ha voluto innalzare un monumento a questo caratteristico vino, decantato anche da Mozart nella sua opera “Il Don Giovanni”.

Un angolo incantato nei dintorni di Treviso che sorprende ad ogni passo.

LE GROTTE DEL CAGLIERON

Uno spettacolo naturale tra i più affascinanti di tutta l’area prealpina. Così possiamo definire le Grotte del Caglieron, situate nel territorio di Fregona.

Non bisogna però farsi ingannare dal nome. Sebbene siano chiamate “grotte”, sono in realtà delle cave aperte nei secoli dall’opera degli scalpellini locali sulle pareti della forra scavata dal torrente Caglieron per ottenere la “piera dolza”, pietra “dolce” cioè tenera, adatta soprattutto a fare stipiti, colonne, scalini, architravi di porte e finestre o motivi ornamentali. La “piera dolza” fu impiegata anche nella costruzione del campanile di Fregona.

Una curiosità è legata al nome del torrente Caglieron. L’origine di questo appellativo deriva dal fatto che, lungo il suo percorso, le acque impetuose del torrente hanno scavato una serie di grandi marmitte, che ricordano la forma delle “cagliere”, caratteristiche pentole in rame che in passato venivano utilizzate per la cottura del formaggio e della polenta.

Dalle Grotte del Caglieron vale la pena fare qualche passo per raggiungere il piccolo borgo Breda. Da qui è possibile imboccare un sentiero che si sviluppa lungo la Costa di Fregona e porta alla scoperta di altre grotte, o meglio cave, e regala panorami mozzafiato sulla pianura circostante.

Un altro sentiero che parte nei pressi delle Grotte del Caglieron, conduce in cima al colle in cui ancora oggi sono visibili i resti dell’antico Castello di Piai. Attestato già nel Duecento, questo maniero seguì tutta la vicenda della potente famiglia Da Camino fino alla fine del Trecento.

Un territorio che per gli aspetti naturalistici, storici e culturali merita sicuramente di essere visitato.

Se vuoi scoprire altri luoghi da visitare a Treviso e nei suoi dintorni leggi il nostro articolo “Cosa vedere a Treviso? La nostra guida per scoprire il giardino della Serenissima” cliccando qui>>

ESCURSIONI NEI DINTORNI DI BELLUNO

I LAGHI DELLA VAL LAPISINA

La Val Lapisina, breve vallata che parte da Vittorio Veneto e si incunea tra le Prealpi Bellunesi, offre l’opportunità di fare numerose escursioni, a partire dai sentieri che si snodano lungo le rive dei laghi Morto, del Restello e di Negrisiola, dove il verde dei boschi si riflette sulle acque di un colore blu intenso.

Dai laghi si possono raggiungere graziosi borghi come Caloniche di Sotto, Caloniche di Sopra, Marén, con il suo antico convento risalente al XIII secolo e Brigola, tra le cui case abbandonate aleggia ancora oggi una leggenda riguardo alle sue misteriose origini.

Sulle acque del Lago del Restello si riflette l’imponente Torre di San Floriano. Si tratta di una torre di guardia che aveva il compito di sorvegliare l’importante via che conduceva al Cadore e di lì in Tirolo e in Germania e che forse svolse anche funzioni doganali. La tradizione fa risalire le origini di questa struttura all’età romana, ma indubbiamente l’aspetto attuale è medievale.

Passeggiate Veneto_Torre_di_San_Floriano
Escursioni Veneto Val Lapisina Lago_del_Restello

Questa zona è caratterizzata anche dalla presenza di numerose centrali elettriche, costruite dagli inizi del Novecento, per sfruttare l’abbondante presenza di acqua della vallata. Alcune di queste sono ancora oggi funzionanti e costituiscono esempi di architettura industriale di alto pregio.

Altro luogo assolutamente da visitare è la sorgente carsica del Meschio, costituita da un bacino chiamato “brent”, dove l’acqua assume mille incantevoli sfumature blu.

La Val Lapisina, grazie a questi tesori naturalistici e paesaggistici, sa davvero sorprendere chiunque la visiti.

BRENT DELL’ART

I Brent dell’Art sono un vero e proprio capolavoro della natura custodito tra i boschi della Valbelluna. “Brent de l’Art”, che apparentemente sembra uno scioglilingua, è composto dal termine “Brent” o “Brenta”, utilizzato dagli abitanti del posto per indicare un torrente che scorre in fondo ad una valle profonda e stretta, e “Art”, nome dialettale del torrente Ardo.

Colpiscono per la loro bellezza le pareti variopinte del Brent Grande, forra incisa nella formazione calcareo-marnosa della Scaglia Rossa e, in alto, nelle rocce marnose della Scaglia Cinerea.

Un sentiero che si snoda tra i boschi, consente di proseguire il cammino fino a raggiungere il Brent della Val di Botte e il Brent Rizzo. Lungo il percorso, si possono osservare i segni delle attività tradizionali a testimoniare l’indissolubile connubio tra l’uomo e la natura.

Attività ed esperienze | Tour & Visite guidate

15 €

PIAN DE LE FEMENE

Un altro sentiero di straordinaria bellezza parte da Malga Montegal, nel territorio di Limana e, addentrandosi fra pascoli, boschi, casere conduce al Pian de le Femene, dove si aprono panorami mozzafiato sulla pianura trevigiana e veneziana. L’origine del toponimo Pian de le Femene pare risalga alle donne che qui attendevano il ritorno di figli e mariti dalle fatiche dei boschi.

Oltre ad essere un’area di singolare bellezza, Pian delle Femene è stato teatro della Resistenza. Per questo motivo, qui è stato innalzato un museo che ospita un’interessante mostra fotografica dedicata alla Resistenza sulle montagne del Veneto.

Un paesaggio unico e suggestivo, monumentale ingresso meridionale delle Dolomiti Patrimonio dell’Umanità.

LA CERTOSA E LE MASIERE DI VEDANA

La Certosa di Vedana, imponente complesso monastico dell’ordine dei Certosini, sorge in località Masiere, nel territorio di Sospirolo, in un angolo della Valbelluna da non perdere, per la varietà di ambienti e i molti punti di interesse che lo contraddistinguono. Tra questi il pittoresco laghetto di origine glaciale, le caratteristiche chiesette pedemontane come quella di San Gottardo, il bosco di Gron con i suoi maestosi castagni e la suggestiva distesa dei massi delle Masiere, depositi di detriti testimoni di un’antichissima frana.

Le origini della Certosa sono molto antiche. La prima testimonianza scritta della presenza dell’ospizio di Vedana è una bolla di papa Adriano IV del 1155. Verso il XV secolo, l’ospizio venne trasformato in Certosa ad opera dei monaci Certosini dell’ordine di S. Brunone.

Un itinerario davvero interessante che, attraversando il paesaggio dolce e luminoso della Valbelluna, permette di conoscere tesori artistici e naturalistici unici.

LAGO DEL CORLO

Un luogo indubbiamente suggestivo, tanto da essere stato paragonato ad un fiordo norvegese, è il Lago del Corlo. Si tratta di un bacino artificiale formato in seguito allo sbarramento del torrente Cismon, avvenuto nel 1954, che costrinse gli ex abitanti della conca a trasferire l’intero paese in una posizione più elevata.

Sono numerosi i sentieri che si snodano lungo le placide acque del lago o sui ripidi pendii dove ancora oggi si trovano i resti delle numerose borgate che furono abbandonate dopo la costruzione della diga.

Escursioni in Veneto Lago del Corlo
Escursioni organizzate Veneto lago del Corlo

Parte di questi sentieri, a ridosso dell’unificazione d’Italia, erano percorsi dai  contrabbandieri  che lucravano su più svariati generi dalla farina allo zucchero, dal sale al tabacco.

Un  luogo incantevole  in cui, oltre ad ammirare  panorami mozzafiato, si può respirare la  nostalgia del tempo e del  mondo perduto.

LA SELVAGGIA VALLE DEL MIS E VAL FALCINA

La Valle del Mis e la Val Falcina, contraddistinte da una natura selvaggia e magnifica, si trovano all’interno del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

Tra i loro misteriosi e austeri meandri custodiscono dei veri e propri tesori come la magnifica Cascata della Soffia e le pozze cristalline dei Cadini del Brenton, quindici grandi marmitte collegate tra loro da innumerevoli scivoli d’acqua. La vegetazione che qui si sviluppa, come ad esempio il rododendro e il pino mugo, è caratteristica di quote più alte. Questo perché i cadini vengono raggiunti dal sole per poche ore al giorno solo durante la bella stagione e mai in inverno. In questo modo ristagna aria fresca ed umida, favorevole all’inversione della vegetazione.

Dai Cadini del Brenton, una stradina ripida conduce alle borgate delle Gene, dove si possono osservare esempi integri di edilizia rurale tipica. La valle, un tempo densamente popolata, è stata profondamente segnata dal tragico evento dell’alluvione del 1966 che ha isolato la parte alta del Canal del Mis ed ha accelerato l’inesorabile processo d’abbandono ormai in atto, anche a seguito della realizzazione del bacino idroelettrico nella seconda metà del Novecento.

Prima di raggiungere i Cadini del Brenton si trova Pian della Falcina. Da qui, un sentiero conduce attraverso i boschi al Col de la Feda fino a raggiungere un punto panoramico dalla quale si intravede il blu del Lago del Mis. Una valle di notevole interesse anche per gli aspetti geologici e le specie floristiche e faunistiche che conserva.

Se vuoi scoprire altri luoghi da visitare a Belluno e nei suoi dintorni leggi il nostro articolo “Cosa fare e vedere a Belluno? Ecco la nostra guida”oppure “6 escursioni da fare nel Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi”.

In questo articolo abbiamo raccolto alcune delle escursioni in Veneto da fare, ma se vuoi scoprire altri luoghi da visitare, leggi il nostro articolo “Il Veneto che non ti aspetti: luoghi magici e insoliti da vedere” oppure se preferisci partecipare ad escursioni organizzate in Veneto guarda le nostre proposte cliccando qui>>.

In valigia ricordati sempre di portare la sostenibilità, rispetta l’ambiente e la comunità che ti ospita!

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