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LA RICETTA DEI BAÍCOLI, I BISCOTTI DELLA SERENISSIMA

Ricetta baicoli dolci tipici Veneto

Possiamo definire i Baìcoli i biscotti della Serenissima per eccellenza.

Creati due secoli fa, conquistarono tutti non solo per il loro gusto ma anche per la loro raffinatezza ed eleganza. Le dame e i notabili veneziani li intingevano nella cioccolata o nel vino dolce nei caffè di goldoniana memoria.

I Baìcoli sono i dolci che più di ogni altro incarnano la tradizione veneziana di “biscottare” per conservare a lungo la fragranza ed essere consumati durante le lunghe navigazioni.

Il nome di questi biscotti deriva proprio da questo legame con il mare. Baìcolo era il termine dialettale utilizzato dai marinai per definire piccoli pesci quali il branzino e il cefalo, che hanno la stessa forma allungata e leggermente schiacciata di questi biscotti.

Ciò si deduce anche nella descrizione che Giuseppe Boerio dà del Baìcolo nel “Dizionario del dialetto veneziano” del 1829: “Pasta reale condita di zucchero, spugnosa, biscottata, che s’inzuppa nel caffè o simili bevande. Dicesi baicolo per similitudine, benché grossolana, alla figura dei piccolissimi cefali, chiamati appunto Baicoli”.

Secondo altre fonti il nome deriverebbe dal fatto che i “Scaletieri”, ovvero i pasticceri veneziani, un tempo esponevano i loro prodotti sui pioli di scale che assomigliavano quasi per caricatura ad un pesce.

La ricetta è molto semplice e prevede l’utilizzo di pochi ingredienti. Occorre però molta pazienza per poterli realizzare dato che sono necessari tre giorni affinché un vero Baìcolo possa definirsi tale.

INGREDIENTI

• 400 g di farina
• 50 g di burro
• 50 g di zucchero
• 10 g di lievito di birra
• 1 albume
• latte
• sale.

PREPARAZIONE

Sciogliere il lievito in mezzo bicchiere di latte, unirlo a 100 g di farina e formare una palla di pasta. Metterla a lievitare per mezz’ora in luogo tiepido in una terrina infarinata e coperta. Quando si sarà gonfiata, quasi raddoppiata, incorporare nella pasta lievitata la rimanente farina, lo zucchero, l’albume leggermente sbattuto, il burro fatto sciogliere a bagnomaria, un pizzico di sale. Lavorarla per un quarto d’ora: dovrà risultare morbida come quella del pane. Dividere la pasta in quattro parti e formare dei filoncini lunghi 30 cm, larghi 8, alti 4. Sistemarli su di una teglia su carta oleata e lasciarli lievitare per circa un’ora coperti con un tovagliolo. Passarli poi nel forno caldo a temperatura moderata (180°) per circa venti minuti. Appena dorati sfornarli e farli raffreddare. Tagliare i filoncini per sbieco in fettine sottili come per il salame e distenderli nuovamente nella teglia. Porli nel forno ad asciugare a temperatura non superiore ai 160° e farli dorare ma non troppo.

E ora non resta che cimentarsi nella preparazione di queste golosità simbolo della Serenissima.

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