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COSA VEDERE LUNGO IL CAMMINO DEL PROSECCO

Cosa vedere lungo il Cammino del Prosecco

Cosa vedere lungo il Cammino del Prosecco? Ecco la nostra guida.

Percorrere il Cammino del Prosecco è un’esperienza che regala emozioni uniche. Un viaggio di 52 km attraverso paesaggi mozzafiato: colli ricamati da vigneti, caratteristici casolari, splendide abbazie, pittoresche chiesette campestri, rigogliosi boschi e incantevoli borghi.

Se stai per avventurarti lungo questo itinerario tra le Colline del Prosecco UNESCO, allora questo articolo fa proprio al caso tuo.

Ecco cosa vedere lungo il Cammino del Prosecco.

Indice:

VIDOR

Il Cammino del Prosecco inizia a Vidor, un grazioso borgo adagiato su un colle nei pressi del fiume Piave.

Cosa vedere lungo Cammino del Prosecco Vidor 1

La Chiesa arcipretale dedicata al Santissimo Nome di Maria risalente probabilmente alla prima dell’anno Mille, tra il 1729 e il 1748 fu ricostruita ai piedi del colle del castello. Subì gravi danni durante la Prima Guerra Mondiale, quando il paese, trovandosi proprio in corrispondenza del fronte del Piave, fu scelto per fare una “testa di ponte” in modo da consentire l’attraversamento del fiume da parte delle truppe italiane in ritirata dalla disfatta di Caporetto.

Presso il sito in cui sorgeva il castello di Vidor, distrutto nel Cinquecento, si erge il Tempio Sacrario Oratorio Dell’Addolorata, un monumento-ossario che ricorda i soldati caduti durante le guerre mondiali.

A Vidor si trova anche l’incantevole Abbazia di Santa Bona, fondata tra il 1107 e il 1110 da Giovanni Gravone per conservare le reliquie della Santa da lui traslate dalla Terra Santa durante la prima crociata.

A Colbertaldo, frazione di Vidor, è situato il Santuario della Madonna delle Grazie, costruito nel XV secolo, in seguito all’arrivo dei servi di Maria del convento di Santa Caterina di Treviso.

VALDOBBIADENE

Il cammino prosegue successivamente verso le alture meridionali di Valdobbiadene.

Immersa nelle celebri Colline Unesco, Valdobbiadene è la “Capitale del Prosecco Superiore” ed ha molto da offrire ai visitatori anche sotto il profilo storico, artistico e naturalistico.

Qui oltre al settecentesco Duomo di Santa Maria Assunta, edificato nel punto in cui sorgeva un luogo di culto già nel 1297, si trovano numerose ville venete, come Villa Morona De Gastaldis, Villa Piva detta dei Cedri e Villa Barberina Arten Viansson.

Anche le frazioni di Valdobbiadene riservano delle piacevoli sorprese. Tra le colline di San Pietro di Barbozza, Santo Stefano e Saccol, sorge la zona di Cartizze, una piccola area di 107 ettari di vigneto che dà origine ad un vino unico, nato dalla perfetta unione fra un microclima dolce ed un terreno antichissimo, generatosi dal sollevamento di fondali marini.

A San Pietro di Barbozza la cella vinaria di casa Brunoro ospita la sede della Confraternita di Valdobbiadene, autentica università del Prosecco, fondata il 14 agosto 1945.

Sul Col Crosét, che sovrasta l’abitato di Saccol, in epoca medioevale sorgeva il castello di Mondeserto, una delle maggiori strutture difensive dell’area valdobbiadenese. Di questo fortilizio oggi non resta che qualche porzione di muro perimetrale.

Cosa vedere lungo Cammino del Prosecco Valdobbiadene
Cosa vedere lungo Cammino del Prosecco Valdobbiadene

Proseguendo il nostro viaggio nel territorio di Valdobbiadene, a Bigolino sorge la Chiesa di San Michele, la cui intitolazione, seppur l’attuale struttura sia ottocentesca, fa pensare ad un’origine antica, riferibile all’epoca longobarda.

Un altro curioso luogo di culto è l’Oratorio della Madonna della Rosa la cui costruzione sarebbe legata, secondo la tradizione, al ritrovamento sul greto del Piave, in tempi immemorabili, di una statua lignea raffigurante una Madonna con Bambino, entrambi con una rosa in mano.

A Bigolino sorge anche l’area di grande pregio naturalistico Settolo Basso, caratterizzata per la presenza di ambienti umidi, habitat ideali per varie specie di uccelli.

A sovrastare Valdobbiadene il possente profilo del Monte Cesen, raggiungibile dagli appassionati di trekking tramite la Strada de le Musse, un tempo percorsa da slitte da carico per trasportare a valle diversi materiali, quali legname, pietrisco e fieno. Il comprensorio del Monte Cesen costituisce un’area di grande interesse naturalistico ed etnografico oltre ad offrire numerose possibilità per gli amanti della buona tavola. Qui, infatti, si trovano caratteristiche malghe in cui assaggiare deliziosi prodotti tipici montani.

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FARRA DI SOLIGO

Passo dopo passo si raggiunge il sentiero delle Vedette, un percorso che si snoda sulle Colline del Prosecco da Col San Martino a Soligo. Lungo il cammino si possono osservare numerose gallerie e trincee in quanto, durante la Grande Guerra, quest’area era un punto di controllo dell’esercito austro-ungarico: dalla cima di questi colli si poteva infatti controllare la linea del fronte lungo il Piave.

A Farra di Soligo, nell’antico borgo di Collagù, si può ammirare il Santuario dedicato alla Beata Vergine Addolorata, edificato su un voto della nobile famiglia Bottari de Castello nel 1932. Altro luogo da non perdere, le Torri di Credazzo, tre torri collegate tra loro da una cinta muraria originarie del IX-X secolo.

Cosa vedere lungo Cammino del Prosecco Soligo

A Col San Martino sorge la Chiesa di San Vigilio, costruita intorno al 1100 sulla cima di un colle, forse luogo di un precedente fortilizio.

A Soligo si trova la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo ai Santi Pietro e Paolo, la cui prima attestazione è del 3 febbraio 1212 con la citazione del “portico della chiesa di San Pietro di Soligo”. Di quell’antico edificio non rimane traccia in quanto venne radicalmente risistemato a partire dal 1720 e rimaneggiato nel corso del Novecento.

Sempre a Soligo, sulla cima dell’omonimo colle, si staglia un piccolo gioiello, l’Eremo di San Gallo. La prima attestazione della struttura risale al 1354 ed era già allora identificata come chiesa “Sancti Galli de Solico” ed abitato da alcuni eremiti. Il luogo in passato era meta di pellegrini che soffrivano l’insonnia.

MIANE

Il Cammino del Prosecco prosegue lungo le dolci colline di Premaor di Miane. Qui il paesaggio è unico nel suo genere, in quanto testimonia un’attività agricola stagionale, basata sull’allevamento del bestiame e della coltivazione della vite, praticata dalle famiglie della zona che si trasferivano dai centri abitati limitrofi nel periodo estivo.

Cosa vedere lungo il Cammino del Prosecco Premaor

In quest’area il Prosecco non è l’unico vino prodotto. Qui si coltiva il Verdiso, un vitigno autoctono della Pedemontana trevigiana il cui impianto era stato imposto ai coloni dell’Abbazia di Follina già nel 1788.

Tra gli altri prodotti tipici della zona il famoso “Marrone di Combai IGP” a cui è dedicata una festa nel periodo autunnale.

A Combai si snoda nel bosco tra maestosi castagni la “Strada de la fan”, realizzata dagli abitanti della zona, con lavoro obbligatorio, durante la Prima Guerra Mondiale nel periodo dell’occupazione austriaca.

FOLLINA, ZUEL DI QUA E ZUEL DI LA’

L’itinerario successivamente si addentra tra i colli di Follina, borgo conosciuto per l’incantevole Abbazia cistercense di Santa Maria. Furono proprio i monaci di questo complesso religioso ad introdurre e sviluppare in quest’area l’attività della “follatura”, da cui deriva il toponimo. L’abbazia è citata per la prima volta in un documento del 1127, attestante la vendita da parte dell’abate Bernardo ad un tale Arpone di tre campi.

Nel centro storico sgorga la sorgente di Santa Scolastica, da cui prende origine il brevissimo fiume Follina. I corsi d’acqua in passato hanno rivestito una certa importanza in quanto muovevano le ruote di folli, mulini e magli che costellavano la zona. Ad esempio la Fiadora, affluente del Follina, oltre a rifornire l’Abbazia di Santa Maria, alimentava, un tempo, qualche opificio.

Il Cammino del Prosecco prosegue verso Zuel di Qua e Zuel di Là nel comune di Cison di Valmarino. Il termine Zuel deriverebbe dal latino “iugum” ovvero giogo o valico tra le montagne. Lungo il sentiero si possono ammirare maestosi castagni secolari e le caratteristiche chiese campestri di Santa Lucia e Santa Eurosia. Quest’ultima fu fatta costruire nel 1764 dalla famiglia Brandolini, che per secoli amministrò questo territorio.

Nel borgo di Cison di Valmarino sorge quella che fu la sede e dimora di questa potente famiglia, Castelbrando, eretto in epoca romana quale postazione militare con funzioni di controllo e difesa probabilmente di un ramo secondario della Via Claudia Augusta.

Dal centro storico, percorrendo un sentiero che si addentra nel bosco, si può fare un vero e proprio salto nel tempo, alla scoperta di quella che era la realtà artigianale di Cison di Valmarino fino agli inizi del Novecento, legata al torrente Rujo e allo sfruttamento delle sue acque.

Da non perdere nei dintorni di Cison di Valmarino lo spettacolare Passo San Boldo, noto anche come “Strada dei Cento Giorni”, opera di ingegneria austriaca per fini bellici tracciata su un percorso romano e che conserva ancora oggi una torre di vedetta di epoca bizantina.

Altro luogo da visitare nei dintorni di Cison di Valmarino è Rolle, ameno borgo agreste incastonato fra le Colline del Prosecco, definito dal poeta Andrea Zanzotto, “Una cartolina mandata dagli Dei”. Qui sorge la Chiesa dei Santi Giacomo e Filippo, struttura di antichissima origine, le cui forme attuali si devono ai lavori di ristrutturazione del XVIII secolo.

Da non perdere Gai e la chiesetta dedicata a San Michele Arcangelo che si staglia sulla sommità di un colle, terrazza naturale sulla Valmareno. L’edificio è datato 1740, ma diversi documenti ne attestano l’esistenza già a partire dal Duecento.

TARZO

Il Cammino del Prosecco attraversa poi le località di Arfanta, Tarzo e Nogarolo.

A questo punto, per evitare uno dei tratti più impegnativi, è possibile seguire la variante nord che prosegue per i borghi di Fratta, Colmaggiore e la parte meridionale di Revine, offrendo una soluzione più semplice.

Arfanta, la frazione più elevata di Tarzo, ospita la Chiesa di San Bartolomeo Apostolo, le cui parti più antiche risalgono al Quattrocento.

Nogarolo è un borgo molto pittoresco per la presenza di tipiche architetture con portici e fontane. La campana e una pala del piccolo oratorio del paese proverrebbero dalla scomparsa villa di Bellostare, residenza del letterato Toldo Costantini.

Cosa vedere lungo Cammino del Prosecco Tarzo
Cosa vedere lungo il Cammino del Prosecco Nogarolo

Da non perdere la via dei Murales, tre le stradine di Fratta e Colmaggiore. Qui le parteti delle case sono state decorate con opere che rappresentano tradizioni e vecchi mestieri ormai scomparsi evocando le storie di vita quotidiana vissute dagli abitanti di queste zone nei secoli scorsi.

Degna di nota è l’antica chiesa di San Martino a Fratta, con affreschi risalenti al XIII secolo.

Il sentiero lambisce poi un’area di grande pregio naturalistico, i laghi di Santa Maria e di San Giorgio, comunemente detti di Revine. L’origine dei due bacini lacustri è conseguente agli eventi dell’ultima era glaciale quando il ghiacciaio del Piave iniziò a ritirarsi.

VITTORIO VENETO

Il Cammino del Prosecco si conclude a Vittorio Veneto, città ricca di arte, storia e natura. Questa città nasce dall’unione di quelli che un tempo furono due località distinte, Cèneda e Serravalle.

Vittorio Veneto è nota anche per i fatti legati alla Grande Guerra. Qui tra il 24 ottobre e il 4 novembre 1918 si combatté la battaglia finale, l’ultimo scontro armato tra Italia e Impero austro-ungarico nel corso della Prima Guerra Mondiale.

Simbolo della città è il Santuario di Santa Augusta, edificato nel 1450 per ospitare le spoglie della Santa. Da qui il panorama è davvero suggestivo.

Da non perdere la Cattedrale di Santa Maria Assunta e di San Tiziano Vescovo, principale edificio di culto della diocesi di Vittorio Veneto, di origini antichissime. Probabilmente, sul luogo esisteva una chiesetta già prima dell’arrivo del corpo di San Tiziano di Oderzo (VII-VIII secolo). L’aspetto attuale in stile neoclassico risale alla metà del Settecento.

Dal profilo della città si staglia la sagoma del Castello di San Martino fondato in epoca longobarda e rinnovato nelle diverse epoche. Il castello è residenza vescovile a partire dalla fine del X secolo quando il Vescovo aveva il titolo anche di Conte, titolo che gli verrà tolto solo nel 1768.

Vittorio Veneto è attraversata dal Meschio e proprio lungo il suo corso è sorta Serravalle, rinomato centro per la produzione armaiola durante l’età medievale che utilizzava proprio le acque del fiume per la tempra delle lame. La sorgente del Meschio, di un colore blu turchino, si trova in località Savassa.

Cosa vedere lungo Cammino del Prosecco Vittorio Veneto

La Val Lapisina, al cui sbocco si trova Vittorio Veneto, offre la possibilità di godere di spettacoli apparentemente umili, ma in realtà straordinari, della natura e non solo: gli incantevoli borghi inerpicati sui monti, il Lago Morto, e i suggestivi Lago di Negrisiola e del Restello, sulle cui acque si riflette l’imponente Torre di San Floriano.

Qui si conclude il nostro viaggio alla scoperta di una terra straordinaria, quella delle Colline del Prosecco Unesco. Un percorso che si snoda tra serpeggianti vigne, casolari, antichi luoghi di culto, vecchi opifici, fortilizi attraversando paesaggi spettacolari, incisi nel corso dei secoli dalla natura e con la penna condotta dalla mano dell’uomo.

 

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